Newsletter n. 5 - Maggio 2015

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Questa newsletter è una pubblicazione a cura di CNOS/SCUOLA
Dir. resp.: don Mario Tonini

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- ITALIA
- REGIONI
- RASSEGNA

Vita dell'Associazione CNOS/Scuola

News recenti sulla scuola - Maggio 2015

Il prof. don Bruno Bordignon cura “Informazioni CIOFS e CNOS/Scuola”, notizie che vengono inviate direttamente alle istituzioni scolastiche in forma ricorrente.

Per la consultazione delle informazioni e degli allegati del mese di Maggio si rimanda al servizio collocato sul sito.

Appuntamenti

Proposte di date e di eventi 

Ottobre 2015
23 (16:00-20:00)/24 (09:00-13:00)
Consiglio Direttivo CNOS/Scuola

Novembre 2015
12 Consensum conference su Scuola 2.0 CNOS/Scuola e CNOS-FAP

Febbraio 2016
12 (16:00-20:00)/13 (09:00-13:00)
Consiglio Direttivo CNOS/Scuola

Maggio 2016
13 (16:00-20:00)/14 (09:00-13:00)
Consiglio Direttivo CNOS/Scuola

Ottobre 2016
21 (16:00-20:00)/22 (09:00-13:00)
Consiglio Direttivo CNOS/Scuola

SERVIZIO QUESITI

E’ funzionante il servizio quesiti curato dal prof. don Bruno Bordignon.
Tutti possono rivolgersi a don Bruno Bordignon presentandogli “quesiti”
I suoi riferimenti
Posta elettronica: bordignon@unisal.it
bbordignon@salesiani.it
Telefono: 06/87290554 –
cell. 3351096004

Altri servizi

Ulteriori consulenze sono possibili presso Fidae e Agidae nelle modalità proposte dalle due Associazioni.

RINNOVO DEL CCNL-SCUOLA

I testi della trattativa

1. Protocollo di intesa AGIDAE-OO.SS. (24.07.2013)  

Nell’ambito del negoziato per il rinnovo del CCNL l’Agidae ha presentato alle organizzazioni sindacali FLC CGIL, CISL SCUOLA, UIL SCUOLA e SNALS Conf. SAL e SINASCA in data 9 luglio 2013 la formale dichiarazione dello stato di crisi delle istituzioni scolastiche paritarie ed educative aderenti e afferenti all’Associazione. 

Nel prendere atto di questo complicato quadro di insieme, decisamente preoccupante, e in attesa della definizione degli interventi legislativi in materia di sostegno al lavoro e all’occupazione annunciati dal Governo con l’emanazione del Decreto Legge n. 76/2013 i sindacati e l’AGIDAE hanno convenuto di sottoscrivere un protocollo di intesa a carattere temporaneo nella prospettiva di arginare i fenomeni di deregulation contrattuale sopra richiamati. Validità: 24/07/2013 - 31/08/2014. 

Il 1 settembre 2014 la commissione ha concordato l’iter per continuare nella trattativa secondo l’allegato riportato.

2. Flashnews - Giugno 2015

Si riportano le principali novità giuridiche e amministrative - elaborazione Studio Montemarano.

 

Europa

Ordinamento - Dibattito - Progetti

1. STRUTTURA DEI SISTEMI EDUCATIVI EUROPEI: GRAFICI 2014/2015

I grafici allegati illustrano la struttura dei principali percorsi di istruzione, dal livello preprimario al livello terziario, e si riferiscono all’anno 2014/2015. I dati sono aggiornati a dicembre 2014. 

Sono inclusi i 44 sistemi educativi dei 36 Paesi partecipanti al programma dell’Unione Europea Erasmus+ (Stati membri dell’UE, Bosnia ed Erzegovina, Islanda, Liechtenstein, Montenegro, ex Repubblica jugoslava di Macedonia, Norvegia, Serbia e Turchia).

Nella newsletter si allega il Bollettino di Informazione internazionale.  

2. UN NUOVO SERVIZIO EUROPEO: EU SKILLS PANORAMA

Si tratta dell’Eu Skills Panorama, il database on line sulle competenze professionali lanciato nel 2012 dalla Commissione europea e appena aggiornato nelle sua versione 2015. Una mappa costantemente aggiornata delle competenze professionali più richieste sul mercato del lavoro europeo, suddivise per paese, settore produttivo e per figure professionali. Completata da un’analisi dei diversi sistemi formativi che mette a confronto domanda e offerta di competenze, analizzando il “mismatch”, vale a dire la mancata convergenza che ancora tiene distanti il mondo dell’istruzione e quello del lavoro. 

Per l’Italia Scuola 24 offre un aggiornamento “a puntate”. 

Nella newsletter si offre una prima scheda informativa. 

3. UN UTILE STRUMENTO DI LAVORO PER CONOSCERE LE POLITICHE FORMATIVE EUROPEE: "DALLA STRATEGIA DI LISBONA A EUROPA 2020" (di G. Allulli)

Un libro utile per orientarsi nella complessa politica europea in materia di Istruzione e Formazione e sui riflessi che tale politica ha sul sistema educativo di Istruzione e Formazione italiano. 

Nella newsletter si riportano i seguenti titoli: (1) La Strategia di Lisbona; (2) Verso Europa 2020; (3) I benchmark europei; (4) Il dibattito sulle competenze ed il Quadro europeo delle qualifiche; (5) La Raccomandazione sulla qualità dell’Istruzione e Formazione Professionale (EQAVET); (6) La Raccomandazione europea sul riconoscimento dei crediti (ECVET); (7) Il Fondo Sociale Europeo; (8) L’evoluzione dei sistemi educativi europei nel quadro delle sfide di Lisbona; (9) L’impatto del processo di Lisbona sugli Stati membri europei e sul sistema italiano di Istruzione e Formazione Professionale. 

Tutti i capitoli riportati sono contenuti nel volume: ALLULLI G., Dalla Strategia di Lisbona a Europa 2020, Tipografia Pio XI 2015. 

Il volume è anche fruibile accedendo al sito del CNOS-FAP  o scaricando dall’Apple Store o da Google Play l’applicazione Biblioteca CNOS-FAP. 

4. A SCUOLA DI EUROPA: AGENDA PER GLI INSEGNANTI (Dipartimento politiche europee)

Il Dipartimento Politiche Europee segnala due iniziative. 

Da anni promuove i temi della cittadinanza europea nel mondo della scuola ed ha, già dal 2010, ideato e costruito una piattaforma per docenti (‘Europa=Noi’) grazie alla quale è possibile scaricare strumenti multimediali realizzati, in base al grado di istruzione, con una grafica accattivante e linguaggi specifici per i ragazzi, da presentare in classe e lavorare con gli studenti. L’iscrizione alla piattaforma è gratuita e riservata ai docenti delle scuole di ogni ordine e grado. 

L’Agenda per gli insegnanti vuole contribuire a far alzare lo sguardo oltre i confini italiani e permettere ai ragazzi di capire la portata dei cambiamenti di cui è foriero il cammino dell’Europa. Il libro è diviso in cinque lezioni con test per approfondire i diversi argomenti: (1) L’Europa della pace e dei diritti; (2) Come funziona l’Unione Europea; (3) L’Europa della condivisione; (4) L’Unione Europea protagonista della scena mondiale; (5) L’Italia e l’Unione Europea.  

Nella presente newsletter si rimanda al sito di Europa=Noi e si allega il testo dell’Agenda, aggiornata a febbraio 2015. 

5. UE, ADOTTATE LE RACCOMANDAZIONI SPECIFICHE PER PAESE (2015)

“È necessario un ulteriore impegno a livello politico per tornare a una crescita in grado di autosostenersi, occorre adottare misure nazionali volte a creare occupazione e a stimolare la crescita”. 

Questa l’indicazione della Commissione europea contenuta nelle Raccomandazioni di politica economica specifiche per ciascun Paese per il 2015 e il 2016, adottate il 13 maggio 2015.  

Le Raccomandazioni specifiche per Paese saranno discusse dai ministri della UE a giugno 2015, prima di essere approvate dai capi di Stato e di Governo il 25 e 26 giugno e adottate formalmente a luglio. Spetterà poi agli Stati membri attuarle includendole nelle politiche e nei piani di bilancio nazionali per il 2015-2016.

Nella newsletter si allega il testo della Raccomandazione UE per l’Italia.

6. LAVORO, PER L’OCSE ITALIA MAGLIA NERA PER "OCCUPABILITÀ" DEI GIOVANI 

Tra le tanti pesanti eredità della crisi, c’è l’aumento dei giovani inattivi, i cosiddetti “Neet”, che non sono né occupati, né a scuola o in formazione.  

Come sottolinea uno studio dell’OCSE, sono oltre 35 milioni nei Paesi industrializzati i giovani usciti dal radar del sistema d’istruzione o del mercato del lavoro. 

L’Italia è tra i Paesi in cui sono più numerosi: nel 2013 tra i 15-29enni i “Neet” erano oltre il 25%, cioè un giovane su quattro, con un incremento di 5 punti percentuali rispetto al 2008. 

La Penisola è così al quarto posto tra i 34 Paesi OCSE per i giovani inattivi, dopo Turchia, Grecia e Spagna e a fronte di una media Ocse del 15%.

Nella newsletter si trova allegata una sintesi dello studio curata da “IlSole24Ore”. 

 

Italia

Ordinamenti – Dibattito – Progetti

1. GOVERNO

1.1. Disegno di Legge di riforma costituzionale: stato dell'arte al 31.05.2015

Così il Presidente del Consiglio il 5 giugno 2015 sulla riforma costituzionale e il titolo V: «L’apertura ad alcune delle richieste della minoranza c’è, ma nessuna intenzione al momento di far slittare il voto in Senato a dopo l’estate». 

«Entro la fine dell’anno mi auguro possa esserci il via libera definitivo e la conclusione del percorso», ha ribadito la ministra per le Riforme Maria Elena Boschi. 

Si riportano le principali informazioni sul tema aggiornate al 31 maggio 2015. 

  • 31 marzo 2014: CdM propone il ddl costituzionale

Il 31 marzo 2015 il CdM ha approvato il ddl costituzionale: Disposizioni per il superamento del bicameralismo paritario, la riduzione del numero dei parlamentari, il contenimento dei costi di funzionamento delle istituzioni, la soppressione del CNEL e la revisione del Titolo V della parte seconda della Costituzione. 

L’8 aprile 2014 il testo è stato inoltrato al Senato.

  • 8 agosto 2014: Senato della Repubblica

L’8 agosto 2014, il Senato ha approvato, con modificazioni, il ddl costituzionale. L’8 agosto il testo viene trasmesso alla Camera dei Deputati.

  • 10 marzo 2015: Camera dei Deputati

Il 10 marzo 2015 la Camera dei Deputati ha approvato, con modificazioni il ddl costituzionale. 

L’11 marzo 2015 il testo è stato trasmesso al Senato. 

Considerazioni a margine del testo approvato dalla Camera  

Il testo, nella sua formulazione attuale, cambia l’assetto disegnato dal Titolo V ancora vigente: 

  • mentre il Titolo V della Costituzione vigente, infatti, attribuisce competenza esclusiva alle Regioni sull’Istruzione e Formazione Professionale, l’attuale testo assegna le «disposizioni generali e comuni sull’Istruzione e Formazione Professionale» alla competenza legislativa esclusiva dello Stato; 
  • il nuovo testo colloca le «disposizioni generali e comuni sull’Istruzione e Formazione Professionale» nel comma ove si parla anche di tutela e sicurezza del lavoro e politiche attive del lavoro, mentre in un altro comma si parla di «disposizioni generali e comuni sull’istruzione», ordinamento scolastico, ecc.  

Di qui qualche interrogativo:  

- Cosa si intende per Istruzione e Formazione Professionale nel nuovo testo? Solo quella legata al diritto-dovere oppure anche altri pezzi quali IFTS, ITS, Istruzione Tecnica, ecc.? 

- Cosa si intende per disposizioni generali e comuni? Qual è, in altre parole, l’ampiezza delle competenze dello Stato? 

- Come conciliare le politiche attive per l’occupazione riportate alla competenza dello Stato e la formazione professionale lasciata all’esclusiva competenza delle Regioni? 

Nella presente newsletter si allegano: 

  • i tre testi del Disegno di legge costituzionale “Disposizioni per il superamento del bicameralismo paritario, la riduzione del numero dei parlamentari, il contenimento dei costi di funzionamento delle istituzioni, la soppressione del CNEL e la revisione del titolo V della parte II della Costituzione”, rispettivamente approvati dal CdM (31.03.2014); dal Senato (8.08.2014); dalla Camera (10.03.2015);       

  • una scheda che, su due colonne riporta il testo vigente e quello approvato il 10 marzo 2015 in materia di Istruzione e Istruzione e Formazione Professionale; 

  • una prima analisi del prof. Giulio Salerno su Istruzione e Istruzione e Formazione Professionale; 

  • una scheda su “Il riparto di competenza legislativa nel nuovo Titolo V” (marzo 2015) elaborato dal servizio studi della Camera dei Deputati;

  • una breve scheda sui principali temi affrontati dal provvedimento;

  • il DDL di riforma della parte seconda della Costituzione approvato dalla Camera dei Deputati nella seduta del 10 marzo 2015 (slide);

  • una breve scheda sui principali temi affrontati dal provvedimento elaborata dal Dipartimento per le riforme istituzionali e aggiornata al 5 maggio 2015.

1.2 Fondi strutturali europei 2014-2020: aggiornamenti al 31 maggio 2015)

La programmazione 2014 – 2020 può costituire una grande opportunità per i soggetti del sistema scolastico e formativo anche se ad oggi le scuole paritarie vengono escluse dai PON e la IeFP, ad una prima lettura, è presenza in maniera diseguale

Nel periodo 2014-2020, con il nuovo Accordo di partenariato tra Italia e Commissione Europea, l’Italia gestirà complessivamente circa 44 miliardi di euro di Fondi Strutturali e di Investimento Europei (Fondi SIE), ai quali andrà ad aggiungersi la quota di cofinanziamento nazionale per circa 20 miliardi di euro. 

L’Accordo di Partenariato è stato approvato il 29 ottobre 2014 e definisce la strategia per l’utilizzo ottimale dei Fondi strutturali e di investimento europei nel prossimo periodo di programmazione della durata di 7 anni. 

In allegato alla newsletter si riportano, per la conoscenza dei principali testi, i link:

Si riportano anche i testi di alcuni PON:  

Per approfondire le politiche scolastiche e formative si rinvia ai POR adottati dalle singole Regioni.  

Si segnala anche l’esistenza di uno specifico canale realizzato dalla FLC CGIL, vista la rilevanza della materia.

1.3. Delega al Governo per la riforma del Terzo settore, dell'impresa sociale e per la disciplina del Servizio civile universale

Riforma Terzo Settore: il Senato tira il freno 

A rilento i lavori in Commissione Affari Costituzionali. Perfino il Partito democratico con la senatrice Doris Lo Moro chiede di riaprire il “valzer delle audizioni”.

(da newsletter Vita, 28 95 2015)

Si riportano le informazioni aggiornate al 31 maggio 2015.

  • Maggio 2014: Governo propone Linee Guida

Nel maggio 2014 il Governo ha predisposto le Linee Guida per una riforma del Terzo settore formulando i criteri per una revisione organica della legislazione riguardante il volontariato, la cooperazione sociale, l’associazionismo non-profit, le fondazioni e le imprese sociali.

  • Maggio - Giugno 2014: Consultazione

Dal 13 maggio al 13 giugno 2014 il Governo ha aperto una consultazione pubblica sulle Linee Guida, di cui sono stati resi pubblici i risultati definitivi nel settembre 2014. Anche i Salesiani hanno partecipato inviando una loro proposta. 

  • Luglio 2014: CdM propone il DDL

In seguito, il Consiglio dei Ministri, su proposta del Presidente e del Ministro del Lavoro e delle Politiche sociali, nel corso della riunione del 10 luglio 2014, ha approvato un disegno di legge delega per la riforma del Terzo settore, dell’impresa sociale e per la disciplina del Servizio civile universale

  • Aprile 2015: DDL alla Camera dei Deputati

La Camera dei Deputati ha approvato, dopo quasi un anno di discussioni, il 10 aprile 2015 il testo di Delega al Governo per la riforma del Terzo Settore.

  • Maggio 2015: DDL al Senato della Repubblica   

Il testo ora è al Senato ma l’iter di approvazione ha subito un rallentamento. 

Per facilitare la conoscenza dell’iter del provvedimento si allegano:  

  • Linee guida per una Riforma del Terzo Settore (Governo); 

  • Il Report sulla consultazione indetta dal Governo sulle Linee Guida (Consultazioni);  

  • Le osservazioni e le proposte sulle Linee Guida per il Terzo Settore (Considerazioni dei Salesiani); 

  • Il testo della Delega al Governo per la riforma del Terzo settore, dell’impresa sociale e per la disciplina del Servizio civile universale (22 agosto 2014); 

  • Delega al Governo per la riforma del Terzo settore, dell’impresa sociale e per la disciplina del Servizio civile universale approvato dalla Camera dei Deputati (10 aprile 2015);

  • Lo speciale su “Il 5 per mille” (a cura di VITA del 26.05.2015). 

2. MIUR

2.1. LA BUONA SCUOLA.  Facciamo crescere il Paese
Un quadro aggiornato dei principali documenti (31 maggio 2015)

Il punto di Tuttoscuola (24.05.2015) e IlSole24Ore (8 giugno 2015)  

  • Arriva al Senato una legge senza baricentro. Manca un’idea guida ma una legge con più centri (l’autonomia, il precariato, i superpresidi, la sicurezza delle scuole…) ma forse proprio per questo priva di un asse portante, di un’idea guida, a differenza di quanto fatto da altri Paesi; 
  • I quattro malanni della scuola non affrontati dal DDL La Buona Scuola. 

Per leggere tutto, vai all’allegato “Il punto di vista di Tuttoscuola e IlSole24Ore”. 

Si riportano, per memoria, le principali tappe del DDL in vista dell’approvazione definitiva.  

12.03.2015: Proposta di DDL
“Le proposte che facciamo per la scuola sono realizzabili abbastanza rapidamente. La buona scuola mette al centro lo studente con i suoi sogni e i suoi bisogni, il suo desiderio profondo di essere innanzitutto un cittadino”. 

Così il Presidente del Consiglio Matteo Renzi in apertura della conferenza stampa dopo la riunione del Consiglio dei Ministri del 12 marzo 2015, che ha approvato il DDL recante riforma del sistema nazionale di istruzione e formazione, con delega per il riordino delle disposizioni legislative vigenti. 

27.03.2015: DDL alla Camera dei Deputati
Il DDL recante riforma del sistema nazionale di istruzione e formazione, con delega per il riordino delle disposizioni legislative vigenti inizia il suo iter parlamentare dalla Commissione Cultura della Camera. 

20.05.2015: DDL approvato dalla Camera dei Deputati  

Il DDL recante riforma del sistema nazionale di istruzione e formazione, con delega per il riordino delle disposizioni legislative vigenti è stato approvato dalla Camera dei Deputati il 20 maggio 2015. 

22.05.2015: DDL al Senato  

Il DDL recante riforma del sistema nazionale di istruzione e formazione, con delega per il riordino delle disposizioni legislative vigenti è stato trasmesso dal Presidente della Camera dei Deputati alla Presidenza del Senato. 

Nella newsletter si riportano: 

A. I TESTI UFFICIALI:

  • il Comunicato Stampa del Governo del 12.03.2015;

  • le Slide del Governo che illustrano gli aspetti più significativi della riforma (12.03.2015);

  • il testo del DDL “Riforma del sistema nazionale di istruzione e formazione e delega per il riordino delle disposizioni legislative vigenti”, contenente anche la Relazione Tecnica presentato al Parlamento il 27 marzo 2015;

  • schede di lettura del DDL a cura della Camera dei Deputati (1 aprile 2015);

  • schede sulla scuola contenute del DEF (MEF);

  • il Testo approvato dalla Camera dei Deputati il 20 maggio 2015 e inoltrato il 22 maggio al Senato della Repubblica;

  • il C.S. del Ministero dopo l’approvazione del testo alla Camera dei Deputati;

  • il Dossier nr. 16 elaborato dal Senato: Dossier del Servizio studi sul disegno di legge A.S. n. 1934 "Riforma del sistema nazionale di istruzione e formazione e delega per il riordino delle disposizioni legislative vigenti" .  

B. I TESTI DI ALCUNE AUDIZIONI:

C. UN COMMENTO (a cura del CNOS/Scuola e FAP):

  • Un commento elaborato dal prof. Guglielmo Malizia (Editoriale di Rassegna CNOS 2/2015). 

D. UNO STRUMENTO DI LETTURA ELABORATO DA TUTTOSCUOLA (31.05.2015)

  • Un confronto tra il Testo entrato alla Camera dei Deputati e uscito dalla Camera dei Deputati. 

E. AGGIORNAMENTI CONTINUI:

Per chi vuole un aggiornamento in tempo reale sul dibattito, sugli emendamenti presentati, ecc. può cliccare Il sito www.orizzontescuola.it

2.2. Produzione del Rapporto di Autovalutazione (aggiornamenti al 31.05.2015)

Per il (sotto)sistema di IeFP, il CNOS-FAP e il CIOFS/FP in particolare, hanno promosso una sperimentazione per contribuire alla definizione di Linee Guida che andranno a definire le priorità strategiche e le modalità di valutazione adottate dal MIUR d’intesa con la Conferenza Unificata, previo concerto con il MLPS.  

Con il DPR 28 marzo 2013, n. 80 è stato emanato il Regolamento sul Sistema Nazionale di Valutazione (SNV) in materia di istruzione e formazione.

In vista dell’avvio del Sistema Nazionale di Valutazione è stato istituito presso la Direzione generale degli ordinamenti scolastici e la valutazione del sistema nazionale di istruzione un nucleo di start up dal carattere interistituzionale (MIUR, INVALSI, INDIRE, Dirigenti tecnici ed Esperti del mondo della scuola)  in cui vengono fatte tutte le scelte di carattere strategico per la messa a regime del sistema.

Il Sistema Nazionale di Valutazione sarà attivato per tappe successive nel prossimo triennio secondo la seguente successione temporale:

1.a. AUTOVALUTAZIONE

Le istituzioni scolastiche (statali e paritarie) sono chiamate a sviluppare – nell’anno 2014/2015 - un’attività di analisi e di valutazione interna partendo da dati ed informazioni secondo il percorso delineato dal Rapporto di autovalutazione (RAV). Il RAV è da elaborare, entro il primo semestre 2015, esclusivamente on line attraverso una piattaforma operativa unitaria. 

1.b. VALUTAZIONE ESTERNA

Nel corso dell’anno scolastico 2015/2016 è prevista l’attivazione della fase di valutazione esterna attraverso le visite alle scuole dei nuclei. Saranno coinvolte circa 800 istituzioni scolastiche, secondo quanto previsto dalla Direttiva 11/2014. Quest’ultime in parte (3%) saranno scelte casualmente, in parte (7%) saranno individuate sulla base di specifici indicatori di efficienza e di efficacia. 

1.c. AZIONI DI MIGLIORAMENTO – AGGIORNAMENTO RAV 

A partire dall’anno scolastico 2015/2016, in coerenza con quanto previsto nel RAV, tutte le scuole pianificano e avviano le azioni di miglioramento, avvalendosi eventualmente del supporto dell’INDIRE o di altri soggetti pubblici e privati (università, enti di ricerca, associazioni professionali e culturali). Un primo aggiornamento del RAV, finalizzato alla verifica dello stato di avanzamento del processo e ad un’eventuale ritaratura degli obiettivi, è previsto per il mese di luglio 2016.

1.d. VALUTAZIONE ESTERNA - AZIONI DI MIGLIORAMENTO – AZIONI DI RENDICONTAZIONE SOCIALE

Nel terzo anno di messa a regime del procedimento di valutazione in cui proseguono l’autovalutazione, la valutazione esterna e le iniziative di miglioramento, le scuole promuovono, in chiave dinamica, anche a seguito della pubblicazione di un primo rapporto di rendicontazione, iniziative informative pubbliche ai fini della rendicontazione sociale, ultima fase del procedimento. 

Si allegano i principali provvedimenti adottati fino ad oggi: 

2.3. Istituti Tecnici e Istituti Professionali: TAR Lazio ordina al MIUR di rivedere gli orari ridotti

Il ministero dell’Istruzione deve rivedere le proprie decisioni in ordine alla riduzione degli orari di insegnamento negli istituti tecnici e professionali, pena il commissariamento. Questo è quanto sancito dalla sentenza del Tar Lazio dello scorso 5 maggio che ha accolto il ricorso in ottemperanza presentato dai legali dello Snals-Confsal.

Si allegano: una scheda informativa elaborata da IlSole24Ore l’8 maggio 2015; il testo della sentenza; per memoria, le mappe digitali del riordino del II ciclo e di istruzione e formazione tecnica superiore aggiornate al 25 settembre 2014.

3. MLPS

3.1. Provvedimenti del Governo in materia di lavoro: il Jobs Act (aggiornato al 3.05.2015)

Primi effetti del Jobs Act: ad aprile aumenta l’occupazione giovanile 

Il forte sgravio contributivo sul lavoro stabile, e le nuove “tutele crescenti” stanno dando una prima scossa al mercato del lavoro, e dopo mesi di segno negativo, ad aprile, per i giovani sotto i 25 anni si intravedono invece spiragli positivi. 

Per approfondire vedi la nota de IlSole24ore del 5 giugno 2015  

Dopo la Riforma del Lavoro del Governo Monti (Ministro Fornero) e le successive modifiche e integrazioni operate dal Governo Letta (Ministro Giovannini), il nuovo Esecutivo Renzi (Ministro Poletti) ha delineato un nuovo programma di riforme che interessano Mercato del Lavoro e Welfare, denominato Jobs Act

In estrema sintesi il Jobs Act non opera un radicale reset ma resta nella cultura del lavoro subordinato, mette in ombra il lavoro autonomo, pur essendo in prospettiva il futuro dell’impresa del domani, aggiunge nuove norme per i lavoratori assunti a far data dal marzo 2015, complica la gestione dei rapporti di lavoro nell’ambito delle imprese in quanto si dovranno gestire i vecchi e nuovi assunti (S. Tritifò, in Jobs Act, Così cambia il mercato del lavoro, Corriere Economia, p. 5). 

Si riportano, in ordine cronologico, i provvedimenti legati al Jobs Act: 

1. Legge n. 78/2014 

Questo provvedimento è già legge.

Si tratta della Legge n. 78 del 16 maggio 2014 (G.U. n. 114 del 19 maggio 2014) di conversione, con modificazioni, del D.L. n. 34 del 20 maggio 2014, recante Disposizioni urgenti per favorire il rilancio dell’occupazione e per la semplificazione degli adempimenti a carico delle imprese. Il provvedimento è intervenuto, soprattutto, sui contratti a tempo determinato e sull’istituto dell’apprendistato. Si allega, dell’istituto dell’apprendistato, un testo che aggiorna il D. Lgs. 14 settembre 2011, n. 167 con i successivi provvedimenti. 

2. Legge 183/2014 

Questo provvedimento è già legge.

Si tratta della Legge 10 dicembre 2014, n. 183 (G.U. n. 290 del 15 dicembre 2014).

La legge contiene le Deleghe al Governo in materia di riforma degli ammortizzatori sociali, dei servizi per il lavoro e delle politiche attive, nonché in materia di riordino della disciplina dei rapporti di lavoro e dell’attività ispettiva e di tutela e conciliazione delle esigenze di cura, di vita e di lavoro

3. Decreti legislativi attuativi della Legge 183 del 2014 

Il Consiglio dei Ministri il 20 febbraio 2015 ha adottato i seguenti provvedimenti in materia di lavoro:

  • Decreto legislativo 4 marzo 2015 n. 23 (GU n. 54 del 6.3.2015), Disposizioni in materia di contratto di lavoro a tempo indeterminato a tutele crescenti, in attuazione della legge 10 dicembre 2014, n. 183. Il Decreto introduce il Contratto a tutele crescenti, norme per i licenziamenti collettivi.
  • Decreto legislativo 4 marzo 2015, n. 22 (GU n. 54 del 6.3.2015), Disposizioni per il riordino della normativa in materia di ammortizzatori sociali in caso di occupazione involontaria e di ricollocazione dei lavoratori disoccupati in attuazione della legge 10 dicembre 2014, n. 183. Il Decreto introduce la Naspi (nuova assicurazione sociale per l'impiego), l'ASDI (assegno di disoccupazione), il DIS-COL (l'indennità di disoccupazione per i co.co.pro.).
  • Schema di Decreto legislativo recante il testo organico delle tipologie contrattuale e la revisione della disciplina delle mansioni, in attuazione della legge 10 dicembre 2014, n. 183. 
  • Schema di Decreto legislativo recante attuazione dell’art. 1, commi 8 e 9 della legge 10 dicembre 2014, n. 183, recante “Deleghe al Governo in materia di riforma degli ammortizzatori sociali, dei servizi per il lavoro e delle politiche attive, nonché in materia di riordino della disciplina dei rapporti di lavoro e dell’attività ispettiva e di tutela e conciliazione delle esigenze di cura, vita e di lavoro

Nella newsletter si allegano: 

I TESTI APPROVATI O IN VIA DI APPROVAZIONE RELATIVI AL JOBS ACT:

ALCUNI COMMENTI:

  • Paola Bozzao, professore associato di Diritto del lavoro (Sapienza, Roma): I primi passi del Jobs Act: ambizioni, incertezze e difficili equilibri (Federalismi 8 aprile 2015);

  • Montemarano A., Il nuovo rapporto di lavoro a tutele crescenti, Agidae, 25 aprile 2015;

  • Bonifati Ida, Il contratto a tutele crescenti in 10 domande e 10 risposte, Agidae 1/2015;

  • Spattini S., Il nuovo sistema degli ammortizzatori sociali, Agidae, 25 aprile 2015.

4. Garanzia Giovani: aggiornamenti (AL 31.05.2015)

Garanzia giovani recupera: a maggio 2015 boom di registrazioni 

Balzo in avanti nell’ultimo mese per Garanzia Giovani: a maggio le registrazioni al programma governativo per l’inserimento occupazionale dei cosiddetti Neet (i giovani che non studiano e non lavorano) sono cresciute del 9,7%, i casi presi in carico aumentano del 15,1% mentre il numero di soggetti cui è stata proposta una misura del piano avanza di 22 punti percentuali.

Così la nota su IlSole24Ore del 3 giugno 2015 

a. Inizio 

Il 1° maggio 2014 è partito ufficialmente il progetto Garanzia Giovani. 

b. Scopri come funziona

Se sei quindi un giovane tra i 15 e i 29 anni, residente in Italia – cittadino comunitario o straniero extra UE, regolarmente soggiornante – non impegnato in un’attività lavorativa né inserito in un corso scolastico o formativo, la Garanzia Giovani è un’iniziativa concreta che può aiutarti a entrare nel mondo del lavoro, valorizzando le tue attitudini e il tuo background formativo e professionale.

La Garanzia Giovani (Youth Guarantee) è il Piano Europeo per la lotta alla disoccupazione giovanile

Nel dettaglio le misure previste dalla Garanzia sono: Accoglienza / Orientamento / Formazione / Accompagnamento al lavoro / Apprendistato / Tirocini / Servizio civile / Sostegno all’autoimprenditorialità / Mobilità professionale all’interno del territorio nazionale o in Paesi UE / Bonus occupazionale per le imprese / Formazione a distanza. 

c. FAQ: Chi può aderire a Garanzia Giovani?

A queste ed altre domande risponde il MLPS con le FAQ che trovi allegate alla presente newsletter.  

d. Il ruolo delle Regioni 

Le risorse finanziarie destinate alle singole misure sono indicate nelle convenzioni che ogni Regione e Provincia Autonoma ha stipulato con il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali. 

Gli importi definiti in quella sede possono essere suscettibili di modifica dovuta a successiva redistribuzione delle risorse in fase di definizione del PAR. 

Puoi consultare il sito per conoscere la distribuzione delle risorse. 

e. Registrazioni 

I giovani Neet registrati al Programma “Garanzia Giovani” sono 604.854 (al 5 giugno 2015)

Il rapporto sul monitoraggio del Programma “Garanzia Giovani” stilato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, fotografa una crescita dei giovani che si sono registrati al Programma.

f. Il ruolo dei Servizi per l’Impiego in Italia 

Nel 2013 il MLPS ha realizzato una indagine sui SPI per conoscere in dettaglio l’organizzazione e le risorse umane disponibili nei SPI, nonché gli utenti dei servizi al fine di disegnare strategie di intervento finalizzate a rendere più efficiente il funzionamento dei SPI e ad assicurare standard comuni nella fornitura di servizi agli utenti. Si riporta il testo della prima rilevazione: Indagine sui servizi per l’impiego. Rapporto di monitoraggio 2013. 

g. I Servizi al lavoro della Federazione CNOS-FAP 

La Federazione CNOS-FAP è stata autorizzata dal Ministero del Lavoro per erogare servizi al lavoro in Italia con codice H501S003287 e accreditato in varie Regioni. L’obiettivo che vuole raggiungere è “fare del CFP un presidio territoriale di formazione e sviluppo delle risorse umane”.

Si allegano:

Regioni

Ordinamenti - Dibattito - Progetti

1. REGIONE LAZIO: LEGGE REGIONALE 20 APRILE 2015, N. 5

La Regione Lazio ha approvato in data 20 aprile 2015 la legge n. 5 avente per oggetto “Disposizioni sul sistema educativo regionale di istruzione e formazione professionale”.
Si tratta di una legge che, tra le sue finalità, garantisce

b) la libertà di scelta educativa della famiglia, prestando particolare attenzione in favore delle famiglie economicamente svantaggiate, degli allievi frequentanti le istituzioni scolastiche e formative ricomprese nel sistema educativo regionale di istruzione e formazione professionale;

d) la differenziazione e la valorizzazione della pluralità delle offerte e delle metodologie formative per offrire opportunità di formazione adeguate ai fabbisogni di giovani, con particolare attenzione alla domanda formativa più debole e per rispondere alle caratteristiche personali e ai diversi stili di apprendimento degli utenti.

2. BUONO SCUOLA IN LOMBARDIA. APREA: RASSICURO FAMIGLIE, CONSIGLIO DI STATO DICE CHE È LEGITTIMO - venerdì 5 giugno 2015

‘SI POSSONO PRESENTARE DOMANDE PER CONTRIBUTO REGIONALE’, così l’Assessore Aprea 

“Voglio rassicurare le famiglie lombarde: la sentenza del Consiglio di Stato conferma in pieno non solo la legittimità, ma l’opportunità del buono scuola di Regione Lombardia”. Lo afferma oggi Valentina Aprea assessore all’Istruzione, Formazione e Lavoro di Regione Lombardia in merito alla sentenza del Consiglio di Stato sul buona scuola.

“Il Consiglio di Stato - spiega l’assessore - conferma che la pluralità dell’offerta formativa affermata dalla legge è un diritto concreto solo se i destinatari sono realmente posti nella condizione di accedere ai percorsi scolastici offerti dalle scuole paritarie, perché solo così si tutela la libertà di scelta e si assicurano pari opportunità. Per questo il Consiglio di Stato ribadisce la piena legittimità di contributi alle famiglie degli studenti, anche in forma differenziata tra gli studenti della scuola paritaria - dove è prevista una retta di frequenza - e gli studenti della scuola statale che non hanno l’onere della retta di frequenza”, continua l’Assessore Aprea.

“La sentenza censura - dice - solo una componente marginale della dote scuola, che riguarda una delibera di gennaio 2013 della precedente giunta relativa all’integrazione al reddito”, per i valori assegnati in modo diversificato agli studenti delle scuole statali e non statali.

“Questa componente secondaria è stata già eliminata dalla nuova Giunta Regionale fin dall’anno scolastico 2014-2015 - conclude Aprea - perciò la dote scuola di Regione Lombardia attualmente in corso non è stata minimamente oggetto dalla sentenza e le famiglie possono tranquillamente continuare a presentare le domande per l’ottenimento del contributo regionale”.

Nella newsletter si allega il testo della sentenza

3. REGIONE UMBRIA: IeFP, CANALE ALTERNATIVO ED EFFICACE VERSO IL MONDO DEL LAVORO

I percorsi di IeFP, presso gli organismi di Formazione Professionale accreditati, rappresentano una interessante opportunità per gli alunni che non trovano nel sistema classico dell’istruzione risposte adeguate al loro fabbisogno formativo. 

Una nota inviata al dirigente dell’Ufficio scolastico regionale per l’Umbria da parte della competente Giunta regionale, ripresa dal MIUR, il 18 maggio 2015, aiuta a fare il punto sulla situazione.

Rassegna

Temi trattati dalle principali riviste o Rapporti

1. FOCUS: ISCRIZIONI AL PRIMO ANNO DELLE SCUOLE PRIMARIE, SECONDARIE DI 1° E 2° DEL SISTEMA EDUCATIVO DI ISTRUZIONE E FORMAZIONE

Il MIUR ha pubblicato i dati relativi alle iscrizioni aggiornati a marzo 2015. Il rapporto fa il punto su il ricorso alle iscrizioni on-line, il ricorso all’orario ordinario delle scuole primarie e di primo grado, l’andamento della scelta tra istruzione e istruzione e formazione professionale dopo il primo ciclo, le dinamiche all’interno dell’istruzione (scelte tra licei, istituti tecnici e istituiti professionali), i percorsi di IeFP presso i CFP nelle Regioni attraverso l’unico portale “Iscrizioni on-line”. Ad oggi il Piemonte, la Lombardia, il Veneto e il Molise. 

2. ISFOL: IL FENOMENO NEET TRA I 25 E I 34 ANNI. UNA INCHIESTA SOCIOLOGICA 

Il Paper intende presentare i primi risultati di una inchiesta sociologica, realizzata dall’ISFOL nel corso del 2013, sul fenomeno dei NEET - Not (engaged) in Education, Employment and Training - fenomeno che negli ultimi anni si va sempre più configurando in tutti i Paesi europei come vera e propria emergenza. 

L’indagine, che si caratterizza per un approccio fortemente esplorativo, ha inteso realizzare approfondimenti qualitativi sul fenomeno dell’inattività al fine di far luce sui fattori e le motivazioni che determinano o influenzano tale condizione. 

La ricerca è stata condotta su un campione non rappresentativo statisticamente di 1014 giovani nella fascia di età compresa tra i 25 e i 34 anni: tra questi, 715 si trovavano in condizione di inattività, i restanti 299 erano occupati e sono stati intervistati al fine di poter operare confronti e approfondimenti. 

3. ISTITUTI TECNICI SUPERIORI, 42 I PERCORSI PREMIATI

Si è svolto il 28 maggio a Firenze, nell’Auditorium del complesso di Santa Apollonia, la IV Conferenza dei Servizi “Gli Istituti Tecnici Superiori per lo sviluppo del Paese”, durante la quale vengono presentati gli esiti del monitoraggio e della valutazione dei percorsi ITS, con la pubblicazione della graduatoria sul sito

Gli ITS rispondono a precise esigenze del mondo produttivo italiano e offrono una formazione tagliata sulle esigenze degli studenti e del mercato del lavoro, tanto che quasi l’80% degli studenti è assunto entro un anno dalla fine del percorso formativo, così è stato affermato nella Conferenza.

Nella presente newsletter si allega una scheda di sintesi dell’evento. 

Si allega anche il testo della ricerca effettuata dal CNOS-FAP in collaborazione con il CENSIS sugli esiti occupazionali i cui risultati sono stati presentati nel mese di febbraio 2015. 

4. PRIVACY E LAVORO. REGOLE PER IL CORRETTO TRATTAMENTO DEI DATI PERSONALI DEI LAVORATORI DA PARTE DI SOGGETTI PUBBLICI E PRIVATI 

Si allega il fascicolo curato dal Garante per la protezione dei dati personali. Documento aggiornato ad aprile 2015.

5. AUTORITA' GARANTE PER L’INFANZIA E L’ADOLESCENZA: INDAGINE NAZIONALE SUI MALTRATTAMENTI  

Il 15 maggio 2015 presso la Camera dei Deputati, Sala della Regina, sono stati presentati due documenti: 

Il primo documento restituisce gli esiti di una ricerca promossa dall’Autorità Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza, condotta in partnership con Terre desHommes e CISMAI e con la collaborazione e il supporto di ANCI e ISTAT, volta a misurare e analizzare la portata del maltrattamento e della violenza su bambini e adolescenti in Italia e a favorire l’adozione di un sistema nazionale di monitoraggio del fenomeno. 

La “realtà Paese” che emerge dall’indagine indica che 4 bambini e adolescenti su 1000 sono in carico ai Servizi Sociali per un totale stimato di 457.453 bambini, in cui permangono però consistenti differenze territoriali. La distribuzione dei minorenni assistiti dai Servizi Sociali non è uniforme, in quanto decresce al Centro (44,5 minorenni su mille rispetto ai 63,1 del Nord) e al Sud (30,5 per mille minorenni residenti). Se, da un lato, questo fenomeno può dirsi legato a d un più efficiente funzionamento e capacità di intercettazione dei Servizi, dall’altro stupisce e preoccupa, stante il più diffuso livello di disagio socio-economico che si registra nel Sud Italia. Risultati analoghi sono emersi nell’analisi specifica delle prese in carico per maltrattamento: 9,5 bambini su mille sul totale della popolazione minorile, con notevoli differenze geografiche: 9,8 al Nord, 11,6 al Centro e 8,4 al Sud. Il maltrattamento infine è più diffuso nelle aree metropolitane.

Il secondo documento costituisce il risultato del lavoro della Commissione Consultiva per la prevenzione e la cura dei maltrattamenti sui minorenni e prende in considerazione cinque aree tematiche: cura; prevenzione; accoglienza dei minorenni fuori dalla famiglia di origine; violenza assistita; procedure relative all’ascolto del minorenne in sede giudiziaria. Di ogni area vengono messe in evidenza le criticità in tema di effettiva tutela e vengono elaborati suggerimenti finalizzati a contrastare le criticità rilevate, in un’ottica di miglioramento delle politiche di prevenzione e cura del maltrattamento.

6. ISTAT: RAPPORTO ANNUALE 2015. LA SITUAZIONE DEL PAESE 

Mercoledì 20 maggio, alle ore 10.30, presso la Sala della Regina di Palazzo Montecitorio, il Presidente Giorgio Alleva ha presentato il Rapporto annuale 2015. La situazione del Paese.

Il Rapporto Istat, come è tradizione, sviluppa una riflessione documentata sulle trasformazioni che interessano economia e società per individuare le prospettive per il futuro e le potenzialità di crescita del Paese.

Grazie all’integrazione delle informazioni prodotte dall’Istat e dal Sistema statistico nazionale, il Rapporto di quest’anno - giunto alla 23esima edizione - concentra l’attenzione sui punti di forza e di debolezza che caratterizzano i diversi soggetti nel sistema produttivo, nella società e nei territori. 

In quest’ottica, l’analisi fa leva sulla capacità di rappresentare la varietà degli attori in campo, di leggerne le interazioni, di legarne le vicende ai luoghi in cui vivono e operano, per individuare i fabbisogni di intervento da offrire alle decisioni dei policy maker. 

 

SALESIANI PER IL LAVORO – onlus

Una proposta Salesiana per dare dignità e futuro! Senza lavoro non si può vivere...: persone - giovani e adulti - che sono in età lavorativa e versano in condizione di disagio sociale, attraverso i servizi dell'informazione, dell'orientamento, della formazione e dell'aggiornamento professionale.
Punta a favorire il loro inserimento o reinserimento nel mondo del lavoro.
Per maggiori informazioni sulle attività della onlus si può consultare il sito
www.salesianiperillavoro.it

Aiutaci a dare di più a chi ha di meno!!