Newsletter n. 3 - Marzo 2018

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Questa newsletter è una pubblicazione a cura
della Sede Nazionale CNOS/SCUOLA
 

La Sede Nazionale del CNOS/Scuola augura a tutti una serena Pasqua.

 

EUROPA
ITALIA
REGIONI
RASSEGNA

Vita dell'Associazione CNOS/Scuola

News recenti sulla scuola - Marzo 2018

Il prof. don Bruno Bordignon cura “Informazioni CIOFS e CNOS/Scuola”, notizie che vengono inviate direttamente alle istituzioni scolastiche in forma ricorrente (Info Marzo 2018).

Appuntamenti

Proposte di date e di eventi 

Maggio 2018
18/19 Consiglio Direttivo CNOS/Scuola 

SERVIZIO QUESITI

E’ funzionante il servizio quesiti curato dal prof. don Bruno Bordignon.
Tutti possono rivolgersi a don Bruno Bordignon presentandogli “quesiti”
I suoi riferimenti
Posta elettronica: bordignon@unisal.it
bbordignon@salesiani.it
Telefono: 06/87290554 –
cell. 3351096004

Altri servizi

Ulteriori consulenze sono possibili presso Fidae e Agidae nelle modalità proposte dalle due Associazioni.

RINNOVO DEL CCNL-SCUOLA

I testi della trattativa

1. Contratto Collettivo Nazionale Lavoro - Agidae 2016-2018

Il giorno 7 luglio 2016, in Roma, presso la Sede Nazionale dell’AGIDAE, in Via Vincenzo Bellini 10, dopo la sigla dell’Ipotesi di Accordo del 13 aprile 2016, tra l’AGIDAE e le OO.SS. è stato stipulato il seguente Contratto Collettivo Nazionale che disciplina il trattamento normativo ed economico per il personale direttivo, docente, amministrativo, tecnico ed ausiliario occupato negli Istituti aderenti all’AGIDAE. Il Contratto si compone di 3 parti tra loro inscindibili: Parte prima: il sistema delle relazioni sindacali; Parte seconda: la disciplina del rapporto di lavoro; Parte terza: allegati. Nella Rivista AGIDAE n. 3-4 il presidente AGIDAE presenta, nell’editoriale, il nuovo CCNL-AGIDAE 2016 – 2018.  

2. Rapporti di collaborazione coordinata e continuativa nelle istituzioni AGIDAE-CCNL-Scuola

Il 13 aprile 2016 le parti – AGIDAE e FLC CGIL, CISL Scuola, UIL Scuola, Snals COnfsal, Sinasca – firmano il documento che disciplina i rapporti di collaborazione coordinata e continuativa. 

3.Accordo sull'apprendistato professionalizzante nel CCNL-AGIDAE Scuola

«Il 6 febbraio 2018 è stato sottoscritto tra AGIDAE e OO.SS. Scuola l’Accordo sull’attuazione del contratto di apprendistato “professionalizzante” per le assunzioni di giovani tra i 18 e 29 anni esclusivamente per i livelli e le funzioni afferenti all’Area del personale amministrativo, tecnico ed au-siliario. La retribuzione percepita dall’apprendista è pari al 90% della retribuzione tabellare per il primo anno del contratto; dal 13° mese in poi è pari al 100%». Viene allegata la Newsletter AGIDAE di marzo 2018.

4. Verbale di accordo: assistenza sanitaria integrativa (ASI)

Il 7 luglio 2016 le parti si accordano per l’avvio del nuovo sistema ASI

5. FISM: firmato il contratto collettivo nazionale (1.1.2016-31.12.2018)

Il 12 dicembre 2016 è stato firmato il CCNL FISM.

6. Firmato il CCNL Università Pontificie e Facoltà ecclesiastiche (2017-2020)

Il 22 settembre 2017 è stato firmato il CCNL Università Pontificie e Facoltà Ecclesiastiche

7. Aggiornamenti 

7.1. Gli istituti non possono essere esclusi dalla certificazione dei servizi a domanda individuale 
Scheda tratta da Scuola 24 dell'08.02.2018 e Deliberazione della Corte dei Conti 2/18/PAR.

7.2. Obbligo di vigilanza dei docenti, la maggiore età degli alunni non esclude la responsabilità
Scheda tratta da Scuola 24 del 01.02.2018.

7.3. Abilitazione necessaria per i contratti con le scuole paritarie
Scheda tratta da Scuola 24 del 21.02.2018 e sentenza della Cassazione del 20.02.2018.

7.4. News Studio Montemarano
Flashnews dello studio Montemarano - marzo 2018.

 

Europa

Ordinamento - Dibattito - Progetti

1. PROPOSTA COMMISSIONE UE: AUTORITÀ EUROPEA DEL LAVORO PER UN MERCATO PIÙ EQUO

Per promuovere l’equità nel mercato unico, la Commissione europea il 13 marzo 2018 ha adottato le proposte relative ad una Autorità europea del lavoro e all’accesso alla protezione sociale

Se si chiede agli europei quale sia per loro il diritto più importante garantito dall’Ue, otto su dieci rispondono: la libera circolazione. Oggi 17 milioni di europei vivono o lavorano in un altro Stato membro. Quasi il doppio rispetto a dieci anni fa. Inoltre quattro europei su dieci sono lavoratori autonomi, oppure assunti con contratti a tempo determinato. Molto spesso non possono aderire ai sistemi di sicurezza sociale. Passando da un posto di lavoro a un altro, non riescono ad acquisire diritti sufficienti a sostenerli quando sono senza lavoro. Oltre a tutto questo, il mondo del lavoro è in rapida evoluzione. L’aggiornamento delle norme a livello europeo era, quindi, ormai, una necessità. 

La Commissione, attraverso questa Autorità, propone che tutti, compresi i lavoratori autonomi e i lavoratori della “gig economy”, siano in grado di acquisire diritti versando contributi.  

2. APPRENDISTATI EFFICACI E DI QUALITÀ  

Accordi per definire diritti e doveri di apprendisti e imprese, orientamento e tutoraggio anche dopo la conclusione dell’esperienza e sostegno ai formatori, soprattutto nelle PMI. 

Sono alcuni dei criteri indicati dal Consiglio UE nel nuovo quadro europeo per l’apprendistato di qualità, adottato il 14 marzo 2018.

Una misura – si legge nei documenti europei - che punta a sostenere l’ingresso dei giovani nel mondo produttivo, incoraggiando «lo sviluppo di una forza lavoro altamente qualificata, che risponda alle esigenze del mercato». 

Il nuovo "framework" di standard fa seguito alla dichiarazione del Consiglio sull’Alleanza europea per l’apprendistato dell’ottobre 2013.

Per approfondimenti: 

3. L’EUROPA NON FA NULLA PER I GIOVANI. SARÀ VERO? #UEverofalso
Sfatiamo alcuni miti! 

I giovani e l’Europa

La crisi economica ha toccato particolarmente i giovani europei. Nel 2013 in Italia due giovani su cinque erano disoccupati. 

L’Unione Europea si è fortemente mobilitata per aiutare i giovani europei ad accedere al mercato del lavoro creando la "Garanzia europea per i giovani" e rafforzando i programmi già esistenti, come ad esempio ERASMUS+. 

Tra il 2013 e il 2015 in Italia il tasso medio di inserimento occupazionale dei giovani è aumentato di 2,8 punti percentuali.

E ancora il Corpo europeo di solidarietà, il Servizio volontario europeo, … In allegato il rimando ai siti per approfondire.  

4. OCSE: GETTING SKILLS RIGHT ITALIA E TESTI SUL DIBATTITO IN CORSO

Quando si deve definire un collega di lavoro o un professionista, curiosamente si usa di rado l’aggettivo “competente”. Si qualifica di solito per il suo livello di intelligenza, per il suo grado di simpatia, magari per il suo aspetto fisico. Ma quasi mai per la sua competenza o incompetenza. 

Questa poca attenzione alla “persona competente” ha schiacciato verso il basso le carriere – in cui l’elemento dell’anzianità e quello dell’affidabilità sono nettamente più importanti, rispetto a parametri “naturali” come la produttività e la capacità d’innovazione – rendendo nel complesso le persone meno reattive rispetto ai cambiamenti richiesti dall’evoluzione globale delle produzioni e delle tecnologie. 

Una conferma statistica viene dal Rapporto “Getting Skills Right: Italia”, appena pubblicato dall’OCSE (17 marzo 2018), secondo cui il 6% dei lavoratori italiani ha competenze insufficienti per svolgere le proprie mansioni lavorative, il 18% possiede un titolo di studio inferiore a quello richiesto dalla sua professione, il 35% è impiegato in settori che non corrispondono alla propria area di studio. 

Si propongono all’attenzione alcuni documenti che riportano gli orientamenti europei e il dibattito recente in Italia. 

5. EURYDICE: CIFRE CHIAVE DELL’INSEGNAMENTO DELLE LINGUE A SCUOLA IN EUROPA 

Il quaderno di Eurydice Italia, chiuso nel maggio 2017, è stato pubblicato in Italia nel mese di febbraio 2018. 

Il quaderno si colloca nel contesto di un’Europa sempre più multilingue ed esplora tutti i principali aspetti concernenti l’insegnamento delle lingue attraverso l’analisi comparativa di dati statistici, informazioni sulle politiche e normativa in materia scolastica. Si tratta della traduzione italiana del rapporto della rete Eurydice, Key Data on Teaching Languages at School in Europe – 2017 Edition, che analizza 60 indicatori organizzati in cinque diversi capitoli: 1) contesto, 2) organizzazione, 3) partecipazione, 4) insegnanti e 5) processi educativi. Per costruire gli indicatori sono state usate varie fonti, nella fattispecie la rete Eurydice, Eurostat, e le indagini internazionali OCSE/PISA e TALIS. I dati Eurydice coprono tutti i paesi dell’Unione europea, oltre a Bosnia – Erzegovina, Svizzera, Islanda, Liechtenstein, Montenegro, ex Repubblica jugoslava di Macedonia, Norvegia, Serbia e Turchia.

6. CEDEFOP: PUBBLICAZIONI RECENTI

Il Cedefop ha pubblicato, in tempi recenti due pubblicazioni. 

Skill needs anticipation: systems and approaches: riguarda lo studio relativo all’anticipazione e alla valutazione dei bisogni formativi.

Overview of national qualifications frameworl developments in Europe 2017: riguarda gli sviluppi relativi ai Quadri nazionali delle qualifiche professionali in 39 Paesi che partecipano alla loro implementazione. 

7. ARRIVA ERASMUS+ “VIRTUALE”: 2 MILIONI DI EURO PER FORMARE 25 MILA GIORNI IN 2 ANNI 

Arriva l’Erasmus virtuale, versione on line del programma di scambio interculturale che punta a formare quasi 25mila giovani nei prossimi due anni attraverso corsi, dibattiti e progetti transnazionali sul Web. 

L’iniziativa, lanciata dalla Commissione e finanziata con 2 milioni di euro nella prima fase (fino a dicembre 2018), è rivolta ai 18-30enni residenti nei 33 paesi che già aderiscono a Erasmus + e in quelli del Mediterraneo meridionale, vale a dire Algeria, Egitto, Israele, Giordania, Libano, Libia, Marocco, Palestina, Siria e Tunisia. 

L’Erasmus in versione digitale non sostituisce il programma di mobilità tradizionale, ma lo integra per renderlo più accessibile. 

Durante la fase pilota, fino al dicembre 2018, la versione virtuale coinvolgerà almeno 8mila giovani. Se l’idea avrà successo si punta a raggiungere altri 17mila ragazzi, rinnovando il progetto per tutto il 2019 ed estendendolo, a regime, anche ad altri paesi del mondo.

8. LA FRANCIA RIDUCE DA 6 A E 3 ANNI L’INIZIO DELL’OBBLIGO SCOLASTICO (28 03 2018) 

La Francia riduce da sei a tre anni l’inizio della scuola dell’obbligo: è la decisione del presidente Emanuel Macron e del governo guidato dal premier Edouard Philippe. Una misura che dovrebbe diventare effettiva dal 2019. 

Per il ministro dell’Istruzione, Michel Blanquer, la scuola materna deve essere un luogo di affermazione e di socializzazione. «La materna è la linea di partenza per lo sviluppo di ogni bambino», ha detto il presidente inaugurando le Assises de la Maternelle, che fino a oggi vedono riuniti un panel di esperti e specialisti dell’infanzia a Parigi. 

Secondo l’Eliseo, la decisione di ridurre l’età dell’istruzione obbligatoria da sei a tre anni traduce la volontà del presidente di fare della scuola un luogo di reale eguaglianza e un riconoscimento della scuola materna che non va più considerata come una baby-sitter universale o come la semplice preparazione alla scuola elementare.

«L’annuncio di una scolarizzazione obbligatoria dai tre anni - afferma Blanquer intervistato ieri dal quotidiano Le Monde - è un modo di riconoscere l’importanza decisiva dei primi anni di vita per l’apprendimento». 

La misura è soprattutto simbolica. Anche se questo non è mai stato obbligatorio, gran parte dei bambini francesi già frequentano le scuole materne a partire dai tre anni.

9. UNA PUBBLICAZIONE RECENTE DEL CNOS-FAP SULLE PRINCIPALI STRATEGIE EUROPEE 

La Federazione CNOS-FAP, avvalendosi della collaborazione del prof. G. Allulli, ha pubblicato recentemente il volume “Europa 2020. Una bussola per orientarsi”

L’ambito di questo testo riguarda sia le politiche condotte dall’Unione Europea per promuovere lo sviluppo di sistemi formativi europei in grado di affrontare le sfide poste dal processo di globalizzazione in atto, sia le politiche condotte dagli Stati membri dell’Unione per rispondere alle sollecitazioni proposte a livello europeo e mondiale, con particolare attenzione al versante dell’Istruzione e Formazione professionale.

In particolare il testo prende in esame le politiche condotte a partire dalla strategia di Lisbona, varata nel 2000, fino alla definizione ed all’attuazione della strategia per il 2020.

Italia

Ordinamenti – Dibattito – Progetti

1. DOPO LE ELEZIONI DEL 4 MARZO 2018

Una visione sui principali programmi si trova nella newsletter di febbraio 2018

Nella presente newsletter si riportano alcuni contributi ulteriori. 

Considerazioni di Tuttoscuola del 26.03.2018

È praticabile un’intesa tra tutto il centro-destra (col trattino, vista la dialettica interna) e il M5S del ‘governista’ Di Maio per la formazione di un governo? 

Presieduto (e vicepresieduto) da chi? 

Con quale programma concordato? 

Tuttoscuola del 26.03.2018 offre alcuni spunti di riflessione.  

Considerazioni di Mario Dutto (12.03.2018) 

L’autore, dopo aver suggerito priorità per la politica scolastica, avanza proposte per un’agenda nazionale facendo sintesi delle diverse sensibilità che i programmi elettorali, aldilà della lettera, hanno espresso: dalla preoccupazione per le disuguaglianze, che LeU ha messo in primo piano, alla necessità di riesaminare il raccordo della professione docente con il territorio (federalismo scolastico); dalla ripresa di investimenti che il Partito democratico ha saputo mettere in atto, alle prove tecniche di dialogo reale con gli operatori della scuola che il M5S ha testato; dalla sottolineatura, fatta da Fratelli d’Italia, del carattere statale e pubblico della scuola come istituzione nazionale, alle istanze del pluralismo educativo che ispira Forza Italia da sempre. 

In questa ottica si potrebbe anche ritenere che la ripresa del dialogo sociale con i partner sindacali, e l’appuntamento del prossimo contratto nazionale di lavoro per il personale della scuola, siano condizioni favorevoli per disegnare e mettere in atto non misure dirompenti, ma ragionevoli soluzioni per valorizzare le professioni dell’insegnare. 

2. GOVERNO

2.1. La “Legge di bilancio 2018”

I testi si possono leggere nella newsletter di febbraio 2018.

In allegato alla presente newsletter i principali provvedimenti attinenti il sistema scolastico e formativo presenti nella legge di bilancio 2018 (L. 27.12.2017, n. 205) - (scheda aggiornata al 09.01.2018) 

2.2. "La Buona scuola": Legge 107 e i Decreti attuativi

Testi e commenti relativi alla legge 107 e ai Decreti Legislativi attuativi si possono leggere nella newsletter di febbraio 2018

Nella presente newsletter si riportano informazioni che aggiornano l’evoluzione dei provvedimenti attuativi D.Lgs. 61/2017

  • Una scheda sul punto della situazione 
    Una scheda elaborata dal prof. Giulio Salerno che presenta lo stato dell’arte dei provvedimenti adottati e da adottare. 
  • Intese Conferenze Stato – Regioni recenti 
    La Conferenza Stato Regioni nella seduta del 21 dicembre 2017 ha sancito l’Intesa prevista dall’art. 3 comma 3 sul Decreto legislativo 61 del 13 aprile 2017 (“Revisione dei percorsi dell’istruzione professionale nel rispetto dell’articolo 117 della Costituzione, nonché raccordo con i percorsi dell’istruzione e formazione professionale, a norma dell’articolo 1, commi 180 e 181, lettera d), della legge 13 luglio 2015, n. 107”): 
    - profili di uscita dei “nuovi” indirizzi di studio;
    - i relativi risultati di apprendimento, declinati in termini di competenze, abilità e conoscenze;
    - la correlazione degli indirizzi di studio alle attività economiche referenziate ai codici delle attività economiche (ATECO) adottati dall’ISTAT ed esplicitati sino a livello di sezione e di correlate divisioni;
    - la correlazione dei profili in uscita degli indirizzi di studio ai settori economico-professionali previsti dal decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca, del 30 giugno 2015, n. 166;
    - l’articolazione dei quadri orari;
    - le correlazioni tra le qualifiche e i diplomi professionali conseguiti nell’ambito dei percorsi di istruzione e formazione professionale e gli indirizzi dei percorsi quinquennali dell’istruzione professionale anche al fine di facilitare il sistema dei passaggi tra i sistemi formativi;
    - le modalità di passaggio al nuovo ordinamento.
    Allegati all’Intesa vi sono: lo schema di decreto interministeriale; alcune parti degli allegati che sono stati oggetto di modifiche a seguito del confronto tecnico con le Regioni.
    Il Consiglio di Stato (CdS) nella seduta del 7 marzo 2018 ha espresso parere favorevole con osservazioni allo schema di decreto interministreriale previsto dall’art. 3 comma 3 del Decreto Legislativo 61/17: 
    Il CdS nel suo parere osserva “come il fatto che l’Amministrazione abbia predisposto lo schema di regolamento in esame in forte ritardo rispetto al termine formalmente assegnatole, se può apparire comprensibile per la complessità della materia” (….), dall’altro le impone un oneroso tour de force al fine di effettuare sollecitamente gli ulteriori adempimenti e di assicurare che, per l’inizio dell’anno scolastico 2018/19, ormai incombente, siano compiutamente assicurate tutte le condizioni – normative, organizzative, di risorse, di aggiornamento del personale docente e non docente, di informazione delle famiglie, eccetera – necessarie al concreto avvio della riforma”.
    Anche il Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione (CSPI) in un suo recente parere aveva avanzato criticità. 
    Si allegano: Intesa CSR nr. 249 del 21 dicembre 2017 revisione istruzione professionale; Parere del CdS del 7 marzo 2018Parere del CSPI del 18 gennaio 2018
  • Nella seduta dell’8 marzo 2018 della Conferenza Stato Regioni è stata sancita l’Intesa prevista dall’articolo 7 comma 1 del D. Lgs. 61/17. 
    Allegato all’Intesa vi è lo schema di decreto interministeriale che sarà emanato del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca, di concerto con il Ministro del lavoro e delle politiche sociali e del Ministro dell’economia e delle finanze, “recante criteri generali per favorire il raccordo tra il sistema dell’Istruzione Professionale e il sistema di Istruzione e Formazione Professionale e per la realizzazione, in via sussidiaria, di percorsi di istruzione e formazione professionale per il rilascio della qualifica e del diploma professionale quadriennale”. 
    Si allegano: Intesa CSR n.64 dell'8 marzo 2018, IeFP sussidiaria e raccordi; Schema di decreto del 2 marzo 2018, IeFP sussidiaria.

2.3. Terzo Settore: approvazione della riforma e provvedimenti attuativi

I documenti fondamentali attinenti la riforma del Terzo Settore si trovano nella newsletter di febbraio 2018

Nella presente newsletter si riportano due decreti correttivi della Riforma: Impresa sociale e Codice del Terzo Settore. 

Il 21 marzo 2018 il CdM ha approvato due decreti legislativi che introducono norme integrative e correttive della disciplina in materia di impresa sociale e del Codice del Terzo settore. 

  • Il Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro del lavoro e delle politiche sociali Giuliano Poletti, ha approvato due decreti legislativi che, ai sensi della legge delega sulla riforma del Terzo settore (legge 6 giugno 2016, n.106), introducono norme integrative e correttive del decreto legislativo sulla revisione della disciplina in materia di impresa sociale (decreto legislativo 3 luglio 2017, n. 112) e del Codice del Terzo settore (decreto legislativo 3 luglio 2017, n. 117).

Impresa sociale

Le novità sono previste nelle “Disposizioni integrative e correttive del decreto legislativo 3 luglio 2017, n. 112, recante revisione della disciplina in materia di impresa sociale, ai sensi dell’articolo 1, comma 7, della legge 6 giugno 2016, n.106”.

Gli interventi correttivi e integrativi previsti dal decreto riguardano essenzialmente l’utilizzazione dei lavoratori molto svantaggiati e dei volontari, l’adeguamento degli statuti delle imprese sociali e le misure fiscali e di sostegno economico.

In tale quadro, si prevede, tra l’altro, l’introduzione di un limite temporale ai fini del computo della quota di lavoratori definiti “molto svantaggiati” dipendenti dell’impresa sociale; la possibilità, per le ex Istituzioni di pubblica assistenza e beneficenza (IPAB) privatizzate, di acquisire la qualifica di impresa sociale; l’inserimento di una clausola di salvaguardia della normativa in tema di società cooperative, volta a garantire che le operazioni straordinarie avvengano nel rispetto delle finalità tipiche e dell’identità specifica dell’impresa sociale in forma cooperativa e l’introduzione di limiti più stringenti all’impiego di volontari nelle imprese sociali, con la previsione che l’azione dei volontari stessi debba essere aggiuntiva e non sostitutiva di quella dei lavoratori impiegati.

Sono inoltre previsti interventi correttivi sul versante fiscale, tra cui la previsione della non imponibilità delle somme destinate al versamento del contributo per l’attività ispettiva e delle somme destinate a riserva e, al contempo, della imponibilità di qualsiasi distribuzione di utili ai soci, anche qualora ciò avvenga sotto forma di aumento gratuito del capitale nei limiti delle variazioni ISTAT. Si introducono altresì modificazioni alla disciplina degli investimenti nel capitale delle imprese sociali, per precisare che gli investimenti agevolabili devono essere eseguiti dopo l’entrata in vigore del decreto legislativo 3 luglio 2017, n. 112, e che la qualifica di impresa sociale deve essere acquisita da non più di cinque anni. In questo modo, la disciplina viene allineata a quanto previsto dalla normativa sulle start-up innovative (art. 25 del decreto legge n. 179 del 2012), già approvata da parte della Commissione Europea. 

Codice del Terzo Settore

Le novità sono stabilite nelle “Disposizioni integrative e correttive del decreto legislativo 3 luglio 2017, n. 117, recante Codice del Terzo settore, a norma dell’articolo 1, comma 2, lettera b), della legge 6 giugno 2016, n. 106”. 

Il decreto apporta alcune modifiche al Codice del Terzo settore, al fine di un migliore coordinamento con la normativa nazionale e regionale e tiene conto, inoltre, delle osservazioni formulate dagli stakeholder di riferimento.

Il provvedimento interviene in vari ambiti della disciplina relativa agli enti del Terzo settore, in materia di: attività di interesse generale esercitabile dai predetti enti; acquisto della personalità giuridica; revisione legale dei conti; organizzazioni di volontariato e associazioni di promozione sociale; agevolazioni fiscali in favore dei predetti enti.

In particolare, il nuovo testo, tra l’altro: integra l’elenco delle attività di interesse generale esercitabili dagli enti del Terzo settore; chiarisce che, fermo restando il controllo contabile già previsto, l’obbligo di sottoporsi a revisione legale dei conti sussiste solo per gli enti del Terzo settore di maggiori dimensioni e che, per previsione statutaria, l’ente del Terzo settore può affidare la revisione legale dei conti, quando essa sia obbligatoria, all’organo di controllo interno, a condizione che in tale organo di controllo sia presente un revisore legale iscritto nell’apposito registro; prevede che le organizzazioni di volontariato di secondo livello devono avvalersi in modo prevalente dell’attività di volontariato delle persone fisiche associate alle organizzazioni di primo livello che ne compongono la base sociale; aumenta di quattro unità il numero dei componenti del Consiglio nazionale del Terzo settore, al fine di assicurare una più ampia rappresentanza degli enti, comprese le reti associative.

In materia fiscale, si prevedono integrazioni e correzioni concernenti, tra l’altro, la definizione della platea degli enti destinatari delle misure agevolative, anche con riferimento agli Enti filantropici.

Si allegano: Comunicato del CdM n. 75 del 21 marzo 2018; Scheda tratta da Supplemento al n. 74 di Avvenire del 28 marzo 2018. 

3. MIUR

3.1. Linee Guida per l'uso del genere nel linguaggio amministrativo del MIUR e lavoro agile 

Il 7 marzo 2018 sono state presentate le Linee guida per l’uso del genere nel linguaggio amministrativo e la direttiva sul lavoro agile. Si tratta di Linee guida – secondo le intenzioni della Ministra - per promuovere l’uso corretto del genere nel linguaggio amministrativo del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca e favorire, così, una cultura del rispetto e delle pari opportunità. 

Contemporaneamente è stata presentata una direttiva per avviare all’interno del MIUR la sperimentazione di un percorso di smart working, il cosiddetto lavoro agile, per consentire la conciliazione dei tempi fra vita privata e vita professionale delle dipendenti e dei dipendenti. 

3.2. Attuazione del D.Lgs. 13 aprile 2017, n. 65 "Sistema integrato di educazione e di istruzione dalla nascita fino ai sei anni". Primi orientamenti operativi per gli Uffici Scolastici Regionali

Al via il sistema integrato “zerosei” di educazione e di istruzione dalla nascita fino ai sei anni. 

Il MIUR con la nota 404 del 19 febbraio 2018 fornisce precise indicazione operative al riguardo. I primi obiettivi sono l'istituzione dei Poli per l'infanzia e la promozione dei coordinamenti pedagogici. A questo proposito il decreto affida agli Uffici scolastici regionali un ruolo di collaborazione con le Regioni.

3.3. Educazione all'imprenditorialità

Il MIUR, recependo l’obiettivo chiave di promuovere e sviluppare le abilità imprenditoriali definite dalla Commissione Europea con la Comunicazione 2012 «Ripensare l’istruzione: investire nelle abilità in vista di migliori risultati socio economici» e rinnovate nella Comunicazione 2016 «A new skills agenda for Europe» - condivide l’idea che le competenze di imprenditorialità possano affiancare le competenze disciplinari nel secondo ciclo di istruzione, per far si che i giovani diventino cittadini attivi, creativi e dotati di spirito di iniziativa. 

E quindi, viene promosso un percorso di educazione all’imprenditorialità orientato in particolare all’acquisizione, da parte degli studenti, di una forma mentis imprenditoriale, intesa come capacità di trasformare le idee in azioni attraverso la creatività, l’innovazione, la valutazione e l’assunzione del rischio, la capacità di pianificare e gestire progetti imprenditoriali. 

L’obiettivo di un percorso di educazione all’imprenditorialità è anche quello di sviluppare negli studenti attitudini, conoscenze, abilità e competenze, utili non solo per un loro eventuale impegno in ambito imprenditoriale, ma in ogni contesto lavorativo e in ogni esperienza di cittadinanza attiva. Si tratta pertanto di competenze trasversali e di competenze per la vita. Per la scuola secondaria di secondo grado, il percorso potrà essere costruito già a partire dal primo biennio, intervenendo sul potenziamento delle attitudini degli allievi su alcune abilità, quali la creatività, la consapevolezza di sé, la motivazione. Nel secondo biennio e nell’ultimo anno il percorso sviluppa abilità e competenze tipiche dell’educazione all’imprenditorialità attraverso insegnamenti aggiuntivi e il potenziamento di quelli già presenti nel curricolo.

3.4. Paritarie: assegnati i fondi

La Ministra dell’Istruzione, Valeria Fedeli, ha firmato il decreto per l’assegnazione delle risorse destinate alle scuole paritarie, che ammontano quest’anno a 493.562.302 euro. 

Al contempo il Miur sta portando avanti il lavoro tecnico che consentirà alle scuole paritarie di accedere ai fondi del Programma Operativo Nazionale Pon Istruzione, in attuazione della legge di stabilità per il 2017 che, all’articolo 1, prevede l’accesso al Pon sia per le scuole statali che, appunto, per le paritarie. 

  • In arrivo i fondi (22.03.2018)
  • Toccafondi: Perché lo Stato continua a finanziare le scuole paritarie? Semplice: perché risparmia!  

3.8. Calendario Prove INVALSI

È sempre utile avere presente il calendario delle prove INVALSI per l’anno 2018. 

4. MLPS

4.1. REI (Reddito di inclusione)

Il Reddito di inclusione (REI) è una misura di contrasto alla povertà dal carattere universale, condizionata alla valutazione della condizione economica. I cittadini possono richiederlo dal 1° dicembre 2017 presso il Comune di residenza o eventuali altri punti di accesso che verranno indicati dai Comuni. Il REI si compone di due parti:

a. un beneficio economico, erogato mensilmente attraverso una carta di pagamento elettronica (Carta REI);

b. un progetto personalizzato di attivazione e di inclusione sociale e lavorativa volto al superamento della condizione di povertà, predisposto sotto la regia dei servizi sociali del Comune.

Dal 1° gennaio 2018 il REI ha sostituito il SIA (Sostegno per l’inclusione attiva) e l’ASDI (Assegno di disoccupazione).  

Il 28 marzo 2018 è stato presentato il primo bilancio da INSP e MLPS. 

L’Osservatorio statistico sul reddito di inclusione, presentato oggi dall’Inps e dal Ministero del Lavoro, rivela anche che sono stati coinvolti dal Rei (Reddito di inclusione) 316.693 persone (in 110 mila famiglie) mentre altre 47.868 persone (in 119 mila famiglie) sono state interessate dal Sia (il Sostegno di inclusione attiva). 

A presentare i risultati, insieme al presidente dell’Inps Tito Boeri c’è Roberto Rossini, presidente delle Acli e portavoce dell’Alleanza contro la Povertà.

Si riporta, inoltre, un approfondimento tratto dalla newsletter di VITA del 29.03.2018.

4.2. ANPAL: nuova garanzia giovani

Il Ministro del Lavoro Poletti, il 20 febbraio 2018, ha fatto il punto su Garanzia Giovani e sulle novità in tema di riforma dei servizi per l’impiego e di politiche attive per il lavoro.

ANPAL mette a disposizione una presentazione riguardante i temi trattati fra cui il finanziamento e l’attuazione della nuova fase di Garanzia Giovani. 

4.3. Entrata a regime l’AdR

È entrato a regime l’AdR (ai sensi della delibera ANPA del 3/2018). Si riporta una nota illustrativa a cura di Noviter.

Regioni

Ordinamenti - Dibattito - Progetti

1. VIAGGIO NELLE REGIONI: dove si vota

In questi anni le Regioni cambieranno i governi regionali a seguito delle elezioni regionali. Saranno in totale sei le Regioni interessate da queste elezioni che si terranno nel 2018: Lazio, Lombardia, Molise, Basilicata e le tre a statuto speciale Trentino Alto Adige, Friuli Venezia Giulia e Valle d’Aosta.

In Molise si vota il 22 aprile 2018. In Friuli Venezia Giulia si vota il 29 aprile 2018. Più tardi sarà la volta del Trentino Alto Adige. In autunno, infine, le urne si apriranno in Basilicata e in Valle d’Aosta.

Il 4 marzo si è votato per le politiche, per le regionali nel LAZIO e in LOMBARDIA

Una domanda è legittima: quale modello scolastico (scuola paritaria) formativo (IeFP erogata dagli Enti di FP) i governi attuali lasciano ai successivi governi regionali? 

Le Sedi Nazionali CNOS-FAP e CNOS-SCUOLA hanno elaborato una scheda informativa di base per ogni regione. Si inizia questo viaggio con due regioni. 

1.1. Regione LAZIO

Per la scuola paritaria si allega la scheda “Sussidiarietà orizzontale nelle politiche regionali in materia di parità scolastica”. 

Per la IeFP si anticipa un articolo che comparirà su Rassegna CNOS 1/2018: una scheda informativa di base sulla situazione della IeFP e delle Politiche Attive del Lavoro (P.A.L.) in atto. 

1.1. Regione LOMBARDIA

Per la scuola paritaria si allega la scheda “Sussidiarietà orizzontale nelle politiche regionali in materia di parità scolastica”. 

Per la IeFP si anticipa un articolo che comparirà su Rassegna CNOS 1/2018: una scheda informativa di base sulla situazione della IeFP e delle Politiche Attive del Lavoro (P.A.L.) in atto. 

2. IL GOVERNO DELLE REGIONI

La Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome ha la finalità di:

  • Definire, promuovere posizioni comuni su temi di interesse delle Regioni, elaborare documenti e proposte al fine di rappresentarle al Governo e al Parlamento e agli altri organismi centrali dello Stato e alle istituzioni comunitarie.
  • Predisporre pareri e base di intesa in osservanza della legislazione vigente.
  • Favorire il raccordo con le autonomie locali a livello nazionale.

Si allegano: 

  • la composizione delle Commissioni, individuate in base ai gruppi di materie omogenee di competenza delle Regioni e delle Province Autonome; 
  • gli Assessori regionali incaricati nelle materie dell’Istruzione, della Formazione Professionale e del Lavoro. 

3. PROCESSO DELLA AUTONOMIA DIFFERENZIATA DELLE REGIONI

L’accordo è stato siglato il 28 febbraio 2018 da Gianclaudio Bressa, Sottosegretario alla presidenza del Consiglio; Stefano Bonaccini, Presidente dell’Emilia-Romagna; Luca Zaia, Presidente del Veneto; Roberto Maroni, Presidente della Lombardia.

Si allegano: 

Rassegna

Temi trattati dalle principali riviste o Rapporti

1. GIOVANI E RELIGIONE

Tre documenti recenti affrontano la problematica ed espongono risultati che fanno pensare: 

1.1. Riunione pre-sinodale: I giovani, la fede e il discernimento vocazionale 

La Riunione presinodale che si è svolta a Roma dal 19 al 24 marzo 2018 aveva l’obiettivo di dare la possibilità ai giovani di presentare ai Padri Sinodali, che si riuniranno in Assemblea nell’ottobre 2018 sul tema “I giovani, la fede e il discernimento vocazionale”, un documento in cui hanno espresso il loro punto di vista sulla realtà, le loro idee, il loro sentire, le loro proposte. 

Vi hanno partecipato 315 ragazzi e ragazze in rappresentanza dei giovani dei 5 Continenti. Si è cercato, però, di coinvolgere il più possibile i giovani di tutto il mondo. 

Attraverso i social network anche coloro che non hanno potuto partecipare fisicamente alla Riunione presinodale, hanno potuto unirsi a quanti si sono incontrati a Roma. 

Tutti sono stati invitati a partecipare al racconto collettivo e a far sentire la propria voce, affinché i frutti della Riunione presinodale siano il più possibile espressione dell’intero mondo giovanile.

1.2. Giovani europei e la religione

La St Mary’s University Twickenham di Londra-Benedetto XVI Centro per la religione e la società e l’Istituto cattolico di Parigi hanno compiuto recentemente una ricerca su I giovani adulti e la religione in Europa negli anni 2014-16. 

Lo scopo è di fornire un’informazione al Sinodo dei vescovi che si terrà a Roma nell’ottobre 2018 sul tema I giovani, la fede e il discernimento vocazionale.

Promotore dell’iniziativa è Stephen Bullivant, professore di teologia e sociologia delle religioni presso la St Mary’s University, dove dirige anche il Centro Benedetto XVI per la religione e la società. Occupa anche il posto di ispettore nelle università di Oxford, Manchester e presso l’University College di Londra. È autore e editore di nove opere di teologia e scienze sociali.

Le analisi presentate in questo rapporto utilizzano i dati delle ultime due ondate del sondaggio: sondaggi 7 (2014) e 8 (2016). Per sedici dei ventidue paesi europei analizzati, tra cui Francia e Regno Unito, sono stati utilizzati i dati combinati 2014 e 2016, allo scopo di aumentare la dimensione complessiva del campione. Per cinque paesi: Danimarca, Ungheria, Spagna, Portogallo e Lituania erano disponibili solo i dati del 2014 e per la Russia solo quelli del 2016.

1.3. Piccoli atei crescono. Davvero una generazione senza Dio? (Garelli 2016) 

Una recente ricerca svolta sulla religiosità dei giovani italiani è contenuta nel volume Piccoli atei crescono. Davvero una generazione senza Dio? (Garelli 2016). Un articolo tratto da Aggiornamenti Sociali 3/2018 riporta i principali risultati. 

2. 2018: giovani pronti via 

Una interessante monografia elaborata da VITA e dedicata ai giovani oggi: Obiettivo giovani: la sfida dell’anno; La squadra degli anti-bamboccioni; Nuovo servizio civile: occasione da non sprecare; Altro che generazione perduta o bamboccioni. Restituire la piena cittadinanza civile e sociale agli under 35 è la sfida dell’anno. 

3. Modelli di successo della formazione duale 

Nel mese di marzo 2018 la Fondazione Di Vittorio ha presentato una ricerca su: I modelli di successo della formazione duale. 25 casi di Alternanza Scuola Lavoro e apprendistato formativo di qualità. 

Finalità della ricerca è stata realizzare un’analisi in profondità di alcune buone pratiche che il nostro sistema educativo e il mondo delle imprese stanno attuando nell’ambito delle Work-Based Learning Experiences (da qui WBL) al fine di identificare i modelli di successo e la loro potenziale replicabilità. In particolare l’analisi ha riguardato due tipologie di WBL: 

  1. l’alternanza scuola lavoro, realizzata attraverso esperienze di apprendimento nei luoghi di lavoro oppure tramite moduli formativi basati sull’impresa simulata; 
  2. gli apprendistati formativi, sia quello di I livello finalizzato all’acquisizione di una qualifica professionale o di un diploma di scuola secondaria superiore, sia quello di alta formazione e ricerca.

4. Confindustria e CGIL, CISL, UIL. Contenuti e indirizzi delle relazioni industriali e della contrattazione collettiva di Confindustria e CGIL, CISL e UIL 

Il 1 marzo 2018 Confindustria e CGIL, CISL e UIL hanno firmato un Accordo sulle nuove relazioni industriali. 

Obiettivo dell’Accordo è valorizzare il link scuola-lavoro: a partire dall’alternanza, che è disciplina curriculare, al più a valenza orientativa; a differenza, invece, dell’apprendistato, che è un’esperienza lavorativa vera e propria, a contenuto formativo, che va piuttosto «rafforzato e qualificato quale forma d’ingresso prevalente nel mercato del lavoro». 

In altre parole, le parti sociali si impegnano a supportare le istituzioni scolastiche al fine di promuovere percorsi “on the job” di «qualità» e utili «alla competitività del sistema produttivo-imprenditoriale» e «all’occupabilità dei giovani»; compreso il potenziamento degli Its, coinvolti nei progetti di Impresa 4.0.

Si allegano: il testo dell’Accordo; il commento CISL: Furlan: “Un accordo che fa crescere il lavoro e il Paese”; Scheda sintetica elaborata da Scuola24

5. Rapporto IPSOS 2018 

Ipsos Flair è arrivato alla sua ottava edizione. 

Ancora una volta i curatori si sono prefissati di raccontare cosa accade nel paese, quali le reazioni degli italiani e quale il loro modo di stare nel mondo. 

Anche quest’anno hanno lavorato, come sempre, sulla massa di informazioni a disposizione, sempre più arricchite dalle nuove forme di raccolta dei dati, utilizzando l’ascolto del web e dei social, le opinioni delle community, e la voce dei blog. 

Ipsos, con le sue diverse aree di expertise (Marketing, Pubblicità, Media, Opinione, Loyalty, Observer), ha la possibilità di interrogare il cittadino sotto tanti punti di vista, guardando alle diverse identità che compongono ciascuno di noi: consumatore, elettore, spettatore, lavoratore, lettore, venditore... 

Un lavoro che si accompagna alla relazione con i clienti, all’ascolto delle loro richieste sempre più complesse, cercando di inserire le voci di tutti i nostri stakeholder in una visione più lunga e strutturata rispetto alla risposta immediata.

Si allegano: scheda sul Rapporto ISPOS Flair contenente i 10 punti; il testo del Rapporto: Italia 2018:la ricerca dell’identità 

6. Osservatorio statistico dei consulenti del lavoro: dal welfare al worfare 

I Consulenti del lavoro hanno pubblicato il 14 marzo 2018 il presente Rapporto dal titolo: Dal welfare al workfare. Le politiche attive come strumento di contenimento della spesa sociale per la disoccupazione. 

7. CNEL: notiziario sul mercato del lavoro (gennaio 2018) 

Sgravi contributivi e fiscali nella legge di bilancio 2018: gli interventi che agevolano nuove assunzioni e incentivano il welfare (Notiziario sul mercato del lavoro).

8. Rapporto ambiente 2018 – Rapporto sull’acqua 

Il Rapporto Ambiente – SNPA nasce nell’ambito del SNPA per un’ampia ed efficace divulgazione dei dati e dell’informazione ambientale prodotta da ISPRA e dalle ARPA/APPA. La base dati è l’Annuario dei dati ambientali ISPRA. 

Il Rapporto consta di due documenti. 

Il documento “Ambiente in Primo Piano” (estratto) fornisce una lettura aggiornata dello stato dell’ambiente a livello nazionale secondo il modello DPSIR. È strutturato per tematiche ambientali e ciascuna tematica è arricchita con brevi articoli che riguardano attività SNPA particolarmente rilevanti e di interesse per la collettività. 

Il documento “Ambiente in Primo Piano: Indicatori e Specificità regionali” analizza le situazioni regionali. È articolato in due sezioni: la prima descrive le realtà regionali attraverso l’analisi di 16 indicatori; la seconda consiste in brevi articoli riguardanti specificità regionali.

L’ONU, inoltre, lancia le “città-spugna” per il mondo malato di siccità (21.03.2018)

9. ONU/Fondazione Illy: “Italia infelice, solo 47°. La Finlandia è il Paese più lieto 

Un interessante Rapporto sulla “felicità”. 

Presentato il 14 marzo 2018 il Rapporto Mondiale sulla Felicità 2018 dell’ONU, che misura il livello di felicità degli abitanti di 156 Paesi e quello degli immigrati presenti in 117 Paesi (scheda di sintesi). 

Andrea Illy: “Il caffè è letteralmente la bevanda della felicità, qualcosa di molto semplice e al tempo stesso complesso, un prodotto che regala raffinato piacere alla vita quotidiana di persone di tutto il mondo e che a ogni tazzina porta sviluppo nei paesi di produzione”. 

 

SALESIANI PER IL LAVORO – onlus
Una proposta Salesiana per dare dignità e futuro! Senza lavoro non si può vivere...

La Onlus Salesiani per il lavoro si rivolge a persone - giovani e adulti - che sono in età lavorativa e versano in condizione di disagio sociale, attraverso i servizi dell'informazione, dell'orientamento, della formazione e dell'aggiornamento professionale. Punta a favorire il loro inserimento o reinserimento nel mondo del lavoro. Per maggiori informazioni sulle attività della onlus si può consultare il sito
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