Newsletter n.5 - Maggio 2012

Newsletter n. 5/2012 venerdì 25 Maggio 2012
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Vita dell'associazione CNOS/SCUOLA
Buone pratiche riguardanti la qualità della scuola cattolica e salesiana


1. Assegnazione risorse alle scuole paritarie

Sono noti, ormai, gli squilibri tra i costi della scuola statale e i contributi assegnati per le scuole paritarie. Si può leggere, ad esempio, l’ultimo Comunicato CONFAP che traccia una sintesi dei contributi alle scuole paritarie e i finanziamenti per la IeFP e che conclude: meno Stato e più società civile fa risparmiare allo Stato e alla collettività.
Nel presente notiziario si allegano il DM n. 24 del 26 marzo 2012 e il DD n.4 del 29 marzo 2012 relativamente ai criteri e parametri per l’assegnazione dei contributi per l’anno scolastico 2011-2012.

2. Una vittoria lusinghiera dell’ITI “S. Zeno” (5 maggio 2012)

Colgo l’occasione per comunicarti che oggi nella nostra sede di Stezzano (BG) si è svolta la cerimonia di premiazione del concorso “Green Technologies Award” durante la quale sono stati premiati, alla presenza del MIUR, di Associazioni di Categoria e delle maestranze Schneider Electric i 6 istituti finalisti. L’ITI "San Zeno" si è classificato al 2° posto (davvero un gran bel risultato!), con grandissima soddisfazione degli studenti che hanno realizzato il progetto, del docente tutor (Ferrari Cristian), del Direttore e del Preside della scuola presenti all’evento.
Agli studenti è stato consegnato un assegno di 600 euro; all’istituto andrà del materiale didattico per un valore di 2.400 euro
(Comunicato Schneider).

3. IMU - 18 Maggio 2012

Il Dipartimento delle Finanze del Ministero dell’economia e delle finanze ha diramato la Circolare n. 3/DF che chiarisce tutti gli aspetti relativi all’applicazione dell’Imposta Municipale Propria (IMU). In particolare, la circolare precisa quali sono le modalità di calcolo dell’IMU, comprese le detrazioni; individua le categorie di soggetti ai quali si applica l’imposta e chiarisce le modalità di applicazione delle agevolazioni per categorie particolari di fabbricato (es. fabbricati rurali) o terreno (es. terreni agricoli). Con il “Salva Italia” il Governo ha previsto che le risorse necessarie a finanziare le misure di stimolo alla crescita economica siano recuperate attraverso un intervento sulla tassazione patrimoniale degli immobili. In particolare, Salva Italia ha anticipato al 2012 l’Imposta Municipale Propria (IMU) includendo le abitazioni principali nell’ambito di applicazione e prevedendo, ai fini della determinazione della base imponibili, un primo sostanziale adeguamento dei valori immobiliari ai valori di mercato. In allegato al comunicato sono pubblicate la circolare ministeriale e alcune slide con esempi pratici e chiarimenti. Si resta ancora in attesa del dispositivo di legge.

4. Una lettura della situazione sociale e politica dell’Italia

Il prof. Flavio Felice, Professore ordinario di Dottrine economiche e politiche alla Pontificia Università Lateranense, dove dirige l’Area di Ricerca “Caritas in Veritate”, e Presidente del Centro Studi Tocqueville-Acton, in un seminario promosso dalla CEI/PSL, traccia la situazione italiana in questo momento: “Attuale momento socio-politico dell’Italia” (14 – 14 aprile 2012).

5. Dal notiziario ADI

La rivista on-line ADI contiene alcuni articoli che possono interessare chi opera nel mondo della scuola. Si riportano, per comodità, i titoli ed il sito per accedervi: Ragazzi si copia, di Marcello DEI (ADI 13 aprile 2012); L’evoluzione dei giovani italiani negli ultimi anni. Relazione di Michele Pasqualotto (ADI 13 aprile 2012); L’impervio cammino della valutazione delle competenze (ADI 21 aprile 2012); I Focus in Pisa, di Pedrizzi (ADI 21 aprile 2012).

6. Segnalazione sito: il portale delle chiese d’Europa

È stato inaugurato il nuovo portale istituzionale delle Chiese d’Europa: www.eurocathinfo.eu.

Rassegna
Temi tratti dalle principali riviste


1. ALMALAUREA: Laureati in tempo di crisi

I laureati, alle prese con la crisi, sono pronti ad andare all’estero.
Sempre più convinti di non avere reali chance nel nostro Paese, il 44% di loro si dice disponibile a lasciare l’Italia. Sono 8 punti percentuali in più rispetto a quattro anni fa. La fotografia scattata dall’indagine Almalaurea (che ha coinvolto 215mila laureati) smentisce poi i più diffusi stereotipi. Più regolari negli studi, più presenti alle lezioni e con più esperienze di stage e tirocini, i laureati sono pronti ad assumersi le proprie responsabilità e a cercare le opportunità là dove vengono offerte.
Vari i temi affrontati nel Dossier: Laureati in tempo di crisi - Laureati alla prova del lavoro - Laureato? Meglio con esperienza - L’importanza delle lingue - Se il titolo non conta - Ma dopotutto la laurea «paga» - Laureati atipici - A dieci anni dalla tesi, quale stipendio? - Laureati disillusi.

2. Rapporto annuale ISTAT 2012 - La situazione del Paese

Sul pianeta scuola: in 20 anni la scolarità alla secondaria è aumentata di 24 punti. Ma resta lontana dagli obiettivi europei:
È aumentato in Italia il tasso di scolarità, con 92 ragazzi su 100 iscritti alla secondaria rispetto ai 68 del biennio 1990/1991. La componente che ha trainato la crescita è stata quella femminile (con una partecipazione scolastica del 93%, contro quella maschile del 91,5%), con un sorpasso che si era già verificato alla fine degli anni Ottanta. Lo Stivale si conferma inoltre un paese di liceali, visto che nel biennio 2010/2011 l’incidenza dei corsi tecnico-professionali è diminuita a tutto vantaggio degli indirizzi classico-scientifici.
Anche i dati dei diplomati parlano di una prevalenza femminile: sono 74 su 100 i giovani di 19 anni che ottengono un diploma, contro i 50 su 100 degli inizi degli anni Novanta (+24%); ma se si guarda al genere di appartenenza, le ragazze concludono più frequentemente dei secondi il percorso formativo (il 78 per cento delle ragazze ottiene il diploma, contro soltanto il 69 per cento dei ragazzi).
I dati rivelati oggi dal rapporto annuale dell’Istat rimangono lontani dagli obiettivi comunitari contenuti nel programma “Europa 2020”, a partire dal sistema universitario.
Dall’introduzione nel 1999 della riforma del 3+2, si è infatti registrato in tutta Italia un costante incremento delle immatricolazioni, che ha raggiunto il valore massimo nel 2003/2004 (oltre 350 mila). Soltanto nel biennio 2009/2010 il numero delle nuove iscrizioni (quasi 311 mila) è risultato inferiore a quello rilevato nel primo anno della riforma. A fronte dell’obiettivo europeo di una quota del 40% di laureati tra i 30 e i 34 anni, in Italia, nel 2010, si è sotto il 20% (19,8%).
Nel 2011, infine, la percentuale di giovani che ha interrotto precocemente gli studi è stata del 18,2%. Un fenomeno che ha coinvolto il 21,3% dei giovani del Sud e il 16% dei coetanei del Centro-Nord.
In allegato: il volume intero, i singoli capitoli, un errata corrige e una sintesi.

3. Diritto allo studio tra Stato e Regioni

Un interessante studio del prof. Silvio Troilo (professore associato di Istituzioni di diritto pubblico - Università degli Studi di Bergamo) sviluppa, nell’articolo allegato, i seguenti temi: Il diritto allo studio: nozione e natura giuridica - Le prestazioni ricomprese nel diritto allo studio Dall’assistenza scolastica al diritto allo studio - Il riparto di competenze normative fra Stato e Regioni dopo la riforma del Titolo V - «Norme generali sull’istruzione», «livelli essenziali delle prestazioni», «principi fondamentali» della materia - «Istruzione» e diritto allo studio - Il diritto allo studio nella legislazione regionale successiva al 2001.

4. Cgia di Mestre: Mestieri che tirano (Jobtel 23 maggio 2012)

Tra i colletti bianchi spiccano gli ingegneri, gli addetti alla segreteria e i cassieri di banche ed assicurazioni. Tra i colletti blu, invece, gli addetti alla pulizia, i facchini e gli autisti. Sono queste le principali professioni e mestieri che nel 2011, anno di dura crisi economica, hanno offerto i maggiori sbocchi occupazionali tra i giovani con meno di 35 anni. L’analisi è stata realizzata dall’Ufficio studi della CGIA di Mestre su dati Istat. L’obbiettivo dell’elaborazione è stato di calcolare il tasso di crescita degli ambiti professionali che, nel 2011, hanno offerto il maggior numero di assunzioni tra gli under 35.
Oltre alle attività sopra menzionate, nel campo delle professioni/impieghi sono da segnalare anche l’elevato numero di posti di lavoro offerti agli esperti di gestione e controllo delle aziende private; agli spedizionieri e agli agenti di commercio/pubblicità; ai ragionieri contabili e a quelli interni di cassa. Figure che hanno registrato tassi di crescita ben superiori al 10%.
Tra i mestieri, invece, la CGIA segnala la crescita molto sostenuta tra i macellai, i panettieri, i pastai e i gelatai. Di rilevo anche gli installatori impianti elettrici ed elettromeccanici e i riparatori di apparecchiature informatiche. Infine, si segnalano i meccanici e riparatori d’auto, frigoristi e montatori di apparecchi e macchine industriali.
Alla luce di questi risultati, la CGIA ricorda che nonostante la crisi e l’aumento della disoccupazione giovanile, nel 2011 oltre 45.000 posti di lavoro sono rimasti inevasi. Attività che, nella maggioranza dei casi, sono riconducibili a mestieri tradizionali ad elevata intensità manuale.
Secondo il segretario della CGIA, Giuseppe Bortolussi “Mai come in questo momento è necessario recuperare la svalutazione culturale che ha subito in questi ultimi decenni il lavoro artigiano. Attraverso le riforme della scuola avvenute in questi ultimi anni e, soprattutto, con il nuovo Testo unico sull’apprendistato, alcuni passi importanti sono comunque stati compiuti. Ma non basta. Bisogna fare una vera e propria rivoluzione per ridare dignità, valore sociale e un giusto riconoscimento economico a tutte quelle professioni dove il saper fare con le proprie mani costituisce una virtù aggiuntiva che rischiamo colpevolmente di perdere”.

Appuntamenti
Proposte di date e di eventi

Novembre 2012
29-30 Novembre 2012:
Consiglio Direttivo e Assemblea CNOS/Scuola (in concomitanza dell’Assemblea FIDAE)

Febbraio 2013
15-16 Febbraio 2013:
Consiglio Direttivo CNOS/Scuola

Maggio 2013
10-11 Maggio 2013:
Consiglio Direttivo CNOS/Scuola

Novembre 2013
08-10 Novembre 2013 Roma-Pisana:
Corso di formazione per catechisti scuole e CFP “Le nuove frontiere nei contesti della scuola e della FP salesiana”

SERVIZIO QUESITI
E’ funzionante il servizio quesiti curato dal prof. don Bruno Bordignon.

Tutti possono rivolgersi a don Bruno Bordignon presentandogli “quesiti”

II suoi riferimenti
Posta elettronica:
bordignon@ups.urbe.it
bbordignon@salesiani.it
Telefono: 06/87290554 –
cell. 3351096004

Altri servizi
Ulteriori consulenze sono possibili presso Fidae e Agidae.

 

Europa
Documenti prodotti da istituzioni intergovernative o ecclesiali o da strutture associative

1. EUROSTAT – Quasi un italiano su cinque si ferma alla licenza media

I dati sono riassunti da Tuttoscuola del giorno 11 maggio 2012:
Quasi un italiano su cinque (18,8%) tra i 18 ed i 24 anni ha lasciato gli studi dopo il primo ciclo dell’istruzione superiore, ovvero alla fine della terza media. Il dato del 2010, reso noto da Eurostat, è nettamente superiore alla media dell’Unione europea (14,1%) e lontanissimo dalle realtà degli altri paesi fondatori: 7,1% in Lussemburgo, 10,1% in Olanda, 11,9% in Germania e Belgio, 12,6% in Francia. Ma in Spagna e Portogallo l’abbandono precoce degli studi è fenomeno che tocca quasi un giovane su tre: 28,7% dei portoghesi e 28,4% degli spagnoli. In ogni caso sono sempre i maschi a lasciare anzitempo la scuola più delle femmine. In Italia il 22,0% dei ragazzi contro il 15,4% delle ragazze. Dati che nella media europea sono rispettivamente del 16,0% contro il 12,1%. Il paese in cui è più alto il completamento di almeno il secondo ciclo di scuola secondaria è la Slovacchia (93,2%) seguita da Repubblica Ceca (91,9%) e Polonia (91,1%). In Italia invece arriva al diploma di maturità il 76,3% dei giovani: il 72,6% dei maschi e l'80,2% delle femmine. Anche qui il dato italiano è inferiore alla media europea: 79,0% (76,2% degli uomini, 81,8% delle donne). Ma la Germania sta peggio: solo il 74,4% (72,2% dei maschi e 76,7% delle femmine) completa la scuola secondaria. Un dato che la pone nettamente dietro le altre grandi economie del continente: 83,2% in Francia, 80,4% nel Regno Unito.

2. EURYDICE - Cifre chiave dell’istruzione 2012.
Sviluppi nei sistemi educativi europei negli ultimi dieci anni.

Le Cifre chiave dell’istruzione 2012, uno dei fiori all’occhiello delle pubblicazioni di Eurydice, ripercorre i principali sviluppi dei sistemi educativi europei negli ultimi dieci anni. Il rapporto presenta dati statistici e informazioni qualitative sull’organizzazione, la gestione e il funzionamento di 37 sistemi educativi, dall’istruzione preprimaria all’istruzione superiore.
La pubblicazione tratta molte delle aree prioritarie della cooperazione europea sull’istruzione e la formazione (ET 2020) e la più ampia strategia europea per una crescita rapida, sostenibile e inclusiva nei prossimi decenni (EU 2020). Più nello specifico, i 95 indicatori del rapporto si riferiscono ai seguenti argomenti: contesto demografico, strutture educative, partecipazione, risorse, insegnanti e personale.
Rispetto all’edizione precedente, Cifre chiave dell’istruzione 2012 è arricchita da varie serie di dati a lungo termine che facilitano l’individuazione di cambiamenti specifici su determinati aspetti dei sistemi educativi e l’analisi della situazione attuale rispetto al passato.
Il rapporto Cifre chiave dell’istruzione 2012 è stato realizzato in collaborazione con Eurostat e si basa su dati forniti dalle unità nazionali della rete Eurydice, da Eurostat, e su dati tratti dall’indagine internazionale PISA 2009. La presente sintesi illustra alcuni dei risultati chiave del Rapporto.

3. Per un FEDERALISMO che può salvare l’Europa

Una grave crisi politica e sociale travolgerà i paesi dell’Euro se essi non decideranno di rafforzare la loro integrazione. La crisi della zona Euro non è iniziata con la crisi greca ma è esplosa molto prima, quando è stata creata un’unione monetaria senza unione economica e fiscale nel contesto di un settore finanziario drogato da debiti e speculazione”: è quanto affermano Giuliano Amato, Jacques Attali, Emma Bonino, Romano Prodi nell’articolo allegato.

4. Quinto Rapporto sulla sicurezza in Italia e in Europa

Quinta indagine su percezione, rappresentazione sociale e mediatica della sicurezza. Le priorità dei cittadini e quelle dei telegiornali in Italia, Francia, Germania, Gran Bretagna, Spagna.

Le norme del T.U. 81 del 2008, che riguardano la sicurezza sui luoghi di lavoro, hanno confermato l’obbligo per i datori di lavoro di salvaguardare la salute e l’integrità fisica dei lavoratori in quanto il diritto alla salute è un diritto inalienabile che riguarda tutti, a prescindere dalla razza, l’etnia, lo stato sociale o il grado di istruzione.

Le indicazioni che vengono rivolte da Bruxelles all’Italia parlano chiaro: serve un impegno costante e partecipativo del Paese per il raggiungimento degli obiettivi fissati per il 2012, primo fra tutti la diminuzione di un quarto degli incidenti ricollegabili alla mancanza di sicurezza o alla mancata osservanza delle norme in materia di salute sicurezza nei luoghi di lavoro.

Il Rapporto allegato al presente notiziario, realizzato da Demos & Pi e Osservatorio di Pavia per Fondazione Unipolis, utilizza una doppia prospettiva:

  • la percezione sociale della sicurezza, nelle sue diverse dimensioni, attraverso sondaggi d’opinione condotti in Italia e in altri quattro Paesi europei;
  • la rappresentazione mediatica degli stessi temi, in base all’indicizzazione dei Tg e della televisione (pubblica e privata) italiana e al confronto con l’informazione delle principali reti pubbliche europee.

Italia
Ordinamenti – Parità – Commenti

GOVERNO

1. Un SITO informativo sito dedicato ai giovani

I giovani sono una “delle priorità di azione di questo Governo, nella convinzione che ciò che restringe le opportunità per i giovani poi si traduce in minori opportunità di crescita e di mobilità sociale per l’intero Paese”. Sono le parole del Presidente del Consiglio, Mario Monti, che nel discorso di investitura pronunciato il 17 novembre 2011 al Senato della Repubblica ha voluto sottolineare l’importanza delle giovani generazioni per il futuro del Paese.

Per questo particolare problema il Governo ha attivato un apposito sito: www.governo.it: il Governo e i giovani. Nel sito si illustrano tutte le misure concrete adottate finora a favore delle giovani generazioni.
Il sito è articolato in varie sezioni: Domande & Risposte: Giovani - Dossier Giovani - Studi & Rapporti - Dati Istat - Campagne Informative - Forum Nazionale Giovani - ItaliaCamp - Europa - Audiovisivi - Normativa.

Nel presente notiziario ci si limita a riportare, a titolo esemplificativo, il Dossier Giovani che ha l’obiettivo di illustrare con relazioni e approfondimenti le politiche giovanili del Governo rinviando, per le altre informazioni al sito.
Si parte dalla situazione attuale - alto tasso di disoccupazione giovanile e il fenomeno crescente dei “Neet” (Not in education, employment or training) - per arrivare a spiegare le misure intese a favorire la crescita economica del Paese e, soprattutto, le opportunità professionali per le nuove generazioni.

2. GOVERNO: riprogrammazione dei fondi comunitari

Presso la sala stampa di Palazzo Chigi, il Presidente del Consiglio, Mario Monti, il giorno 11 maggio 2012, ha tenuto una conferenza stampa per presentare la riprogrammazione dei fondi comunitari destinati al Mezzogiorno. Presenti all’incontro, oltre al Presidente Monti, il Ministro per la coesione territoriale, Fabrizio Barca, il Ministro per la cooperazione internazionale e l’integrazione, Andrea Riccardi e il Ministro del lavoro e delle politiche sociali, Elsa Fornero.

Si allegano, per saperne di più, il “Piano di azione coesione Fase II” e il Comunicato stampa: “Governo, al via piano sociale per il Sud”.
All’interno della proposta si possono individuare spazi anche per le scuole paritarie che agiscono nelle aree del Mezzogiorno.

MIUR

1. Monitoraggio Sistema «Sezione Primavera»

Il MIUR ha pubblicato il monitoraggio del sistema “Sezione Primavera” relativamente all’anno 2010/2011.
La raccolta dei dati monitorati è iniziata al termine dell’anno scolastico 2010-2011, consentendo al Gruppo nazionale un primo esame di massima, con rinvio della valutazione completa ad una successiva seduta, previo approfondimento e correlazione di particolari aspetti dei contenuti rilevati, così sintetizzati: individuazione delle sezioni con oltre 20 bambini, quantificazione dei bambini nati nel 2009 suddivisi per ente gestore, verifica del rispetto del rapporto docente/bambini pari a 1:10, suddivisione della tipologia di orario settimanale prescelto in base all’ente gestore, relazione tra l’orario settimanale con l’orario giornaliero di apertura delle sezioni, valutazione dei dati relativi alla formazione iniziale del personale, comparazione dei dati relativi alle forme di assunzione e alle tipologie contrattuali applicate, distinti per ente gestore, ricognizione sulle rette a carico delle famiglie.

2. Monitoraggio Scuola dell’infanzia e del primo ciclo

Con la pubblicazione da parte del MIUR del commento al monitoraggio sulle Indicazioni per la scuola secondaria di I grado si completa la presentazione degli esiti della rilevazione svolta in questi mesi sulle scuole statali e paritarie in funzione della revisione delle Indicazioni. Per questo settore scolastico hanno partecipato al monitoraggio 4.436 istituzioni scolastiche che hanno interessato più di 60 mila classe, quasi tutte statali. Il commenti per la parte generale (Formulario A del questionario) e per la scuola dell’infanzia e per la scuola primaria (Formulari B e C) sono già stati pubblicati nelle settimane scorse dal MIUR (www.istruzione.it). Secondo quanto previsto dalla recente circolare n. 31 del 18 aprile firmata dallo stesso ministro Profumo, tutte le scuole dell’infanzia e del primo ciclo sono ora invitate a riflettere sugli esiti di quel monitoraggio complessivo e a trarne eventuali spunti di approfondimento o di proposta in vita della revisione finale delle Indicazioni. Si allegano i documenti.

3. Scuola Secondaria di secondo grado: aggiornamenti

  • Il futuro del Liceo economico-sociale
    La Direzione Generale per gli Ordinamenti Scolastici del MIUR ha avviato, in collaborazione con la Fondazione Rosselli e l’Associazione Europea per l’Educazione Economica AEEE-Italia, il progetto “Investire nel valore e nell’identità del liceo Economico-sociale - LES”.
    L’obiettivo è quello di rafforzare l’identità del nuovo Liceo delle Scienze umane con opzione economico-sociale. Si sono così svolti nelle ultime settimane quattro seminari interregionali a Milano, Caserta, Vicenza e Roma-Tivoli, che hanno visto impegnati oltre 500 dirigenti scolastici e docenti. I lavori sono stati seguiti dall’80% dei licei italiani con opzione economico-sociale. I relatori dei seminari provenivano da Società Italiana degli Economisti SIE, numerose università italiane, Scuola Superiore dell’ISTAT, Istituto per gli Studi di Politica Internazionale ISPI, Ufficio del Parlamento Europeo di Milano, Associazione per l’Economia della Cultura AEC, USR Lombardia, Fondazione Rosselli e AEEE-Italia. La Fondazione Rosselli ha curato una ricerca diagnostica sulle scuole e i lavori seminariali di gruppo.
  • Lo stato dell’arte del Liceo sportivo
    Dopo la Conferenza Unificata e il Consiglio Nazionale della Pubblica Istruzione, la Sezione Consultiva per gli Atti Normativi del Consiglio di Stato ha espresso il proprio parere sullo schema di regolamento riguardante l’istituzione del Liceo Sportivo, approvato, in prima lettura, dal Consiglio dei Ministri dell’8 settembre 2011.
    Ecco le osservazioni ai contenuti dello schema di regolamento, commentate dalla Flc-Cgil che comunque contesta la scelta di avere collocato tale percorso solamente nella filiera liceale, a fronte di numerose sperimentazioni ad indirizzo sportivo presenti in istituti tecnici e professionali, come anche rilevato a dicembre nel proprio parere dal Consiglio nazionale della pubblica istruzione.
    Per il Consiglio di stato bisogna che anche le scuole paritarie, a cui in un primo momento era stato concesso di stipulare convenzioni direttamente col Coni e col Cip, facciano riferimento alle stesse linee programmatiche nazionali concordati tra Mir, Coni e Cip (Comitato italiano paraolimpico) e previste per le scuole pubbliche.
    Il secondo punto riguarda invece la mancata designazione, e quindi occorre specificarlo, dell’organo che periodicamente dovrà verificare l’efficacia delle attività svolte nelle sezioni a indirizzo sportivo.
    Inoltre, bisognerà infine prevedere un percorso specifico per verificare periodicamente se gli impianti e le attrezzature rispondono ai requisiti richiesti.

    Della problematica si allegano lo Schema di Decreto Presidente della Repubblica dell’8 settembre 2011 - Regolamento sul liceo sportivo e il testo del parere del Consiglio di Stato.
  • Anagrafe nazionale studenti: un passo avanti
    Prevista dal decreto legislativo sul diritto dovere di sette anni fa (d.lvo 76/2005) e avviata circa due anni fa dal decreto ministeriale 74/2010, l’anagrafe degli alunni compie un ulteriore passo avanti grazie alla recente legge sulla semplificazione.
    Inizialmente prevista per controllare in particolare l’andamento dell’obbligo di istruzione, l’anagrafe potrà ora meglio corrispondere a tutti i compiti istituzionali del MIUR.
    Con nota della Direzione generale per gli studi, la statistica e i sistemi informativi, pubblicata in data odierna, si ricorda quanto in proposito ha previsto la legge 4 aprile 2012, n. 35 di conversione in legge del decreto-legge n. 5/2012, recante disposizioni sulla semplificazione e sviluppo, ha introdotto, all’articolo 48, la norma, secondo cui “L’anagrafe nazionale degli studenti di cui all’articolo 3 del decreto legislativo 15 aprile 2005, n. 76, e successive modificazioni, è utilizzata, oltre che ai fini di cui agli articoli 1 e 2 dello stesso decreto legislativo n. 76 del 2005, per l’assolvimento dei compiti istituzionali del Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca, nonché come supporto del sistema nazionale di valutazione del sistema scolastico”. La nota ministeriale precisa che ciò consentirà “di individuare nell’Anagrafe Studenti uno strumento che assume carattere di centralità rispetto all’intero servizio di istruzione realizzato dal Ministero in tutte le sue articolazioni centrali e periferiche. In tal modo, è possibile individuare nell’intento del legislatore la volontà di affermare, anche formalmente, il ruolo primario dell’alunno, all’interno del “sistema scuola”, da cui trae origine, completamento e conclusione l’intera organizzazione scolastica”.
    È auspicabile che il potenziale ampliamento di questo importante strumento si estenda anche ai bambini della scuola dell’infanzia, attualmente non inclusi in anagrafe in quanto non assoggettati all’obbligo di istruzione.

MLPS

1. Colloquio di lavoro: 10 cose da non fare mai

Colloquio di lavoro, ovvero la situazione di comunicazione per eccellenza.
Mette, una di fronte all’altra, due persone che non si conoscono, con un obiettivo preciso: essere in grado di prendere una decisione. È importante tener conto di questo, per non cadere nella rappresentazione, troppo frequente, del colloquio di lavoro come una prova o un esame da superare, una partita che si può vincere o perdere. Sicuramente, però, si tratta di un appuntamento importante, a cui è opportuno arrivare preparati e sufficientemente sereni.
Jobtel (16.05.2012) ha elaborato questa scheda per guidare l’interessato a gestire bene un colloquio.

2. JobDay, per scoprire il mestiere del tuo futuro!

Il JobDay, o giornata del lavoro, si ispira all’esperienze di Job shadow, nate negli Stati Uniti dove da anni viene utilizzato in molte scuole. È uno strumento di «esplorazione» del mondo delle professioni e dei mestieri, aperto a tutti gli studenti motivati e che ne facciano richiesta esplicita. Il Job shadow, letteralmente «lavoro ombra» permette infatti agli studenti di osservare «in presa diretta» quella che potrebbe essere la loro professione mentre viene esercitata da un lavoratore (imprenditore, artigiano, professionista, dipendente pubblico ecc.), durante una normale giornata lavorativa.
Aiuta quindi gli studenti a fare scelte consapevoli sul proprio futuro professionale e a sperimentare sul campo una figura professionale, osservando direttamente sul luogo di lavoro lo svolgimento di una giornata tipo in un’area prescelta.

Protagonisti del JobDay sono: le Camere di commercio, che presentano il progetto alle scuole e coordinano lo svolgimento dei JobDay degli studenti; le scuole, che preparano e supportano gli studenti prima, durante e dopo il loro JobDay; i lavoratori (imprenditore, artigiano, professionista, dipendente pubblico ecc.) che ospitano per un giorno uno studente e diventano mentor aziendali; naturalmente, gli studenti che affiancano il lavoratore per «esplorare»la sua professione o mestiere.
Il JobDay vuole essere un’esperienza «popolare» o based learning in cui, coinvolgendo la comunità locale, viene fornita agli studenti, in modo informale e piacevole, l’opportunità di raccogliere informazioni su una vasta gamma di professioni, prima di decidere dove concentrare la propria attenzione. JobDay è un importante strumento per mettere in relazione il mondo della scuola e dell’istruzione con quello del lavoro, delle aziende, del mercato.

L’edizione italiana, promossa da Edizioni Sonda e da Unioncamere, è prevista per la prima metà di ottobre: gli insegnanti interessati a partecipare o che semplicemente desiderano avere maggiori informazioni, posso contattare la Camera di commercio aderente al progetto. Per ogni ulteriore informazione puoi aprire il link www.jobtel.it/jobday/.

Regioni
Documenti delle Regioni riguardo al sistema scolastico / formativo

1. Regione Lombardia: e-book a scuola

Il MIUR e la Regione Lombardia hanno annunciato un nuovo programma di incentivi per favorire l’adozione degli ebook a scuola. Le classi che decideranno di aderire avranno a disposizione 250€ per ogni alunno più 1750€ da destinare all’acquisto di dispositivi quali le Lavagne Interattive Multimediali (LIM) con un limite di 8500€ a classe, già dal prossimo anno scolastico. Il progetto pilota è rivolto per ora alle classi prime e terze delle scuole superiori (paritarie e Istituti di Formazione Professionale inclusi), 1000 in totale pari a circa il 15% delle classi di tutte le superiori lombarde, che avranno tempo fino al prossimo 31 Maggio per scegliere se aderire all’iniziativa e sostituire quindi i libri di testo cartacei con quelli digitali, a condizione che si siano dotate di banda larga WiFi e di docenti che dispongano di adeguata esperienza e pratica nell’utilizzo degli strumenti tecnologici. Prime e terze perché sono quelle che devono comunque adottare nuovi libri di testo.
Le risorse economiche necessarie sono state messe a disposizione per 4 milioni di euro dal MIUR e per 4,5 dalla Regione Lombardia nell’ambito dell’accordo di collaborazione proposto dagli assessori Valentina Aprea (Istruzione, Formazione e Cultura) e Carlo Maccari (Semplificazione e Digitalizzazione) e approvato dalla giunta regionale e si prevede che l’iniziativa – che si chiama Generazione Web Lombardia e rappresenta la prima di questo genere in Italia – coinvolgerà all’incirca 25000 studenti.

Le scuole che aderiscono il progetto utilizzeranno i fondi pubblici per acquistare tablet o pc portatili da dare in comodato agli studenti, sui quali potranno accedere ai testi scolastici in versione ebook risparmiando – si prevede – circa il 30% rispetto all’acquisto degli analoghi cartacei. Tra i vantaggi, oltre al risparmio, anche la riduzione del peso degli zaini e la possibilità di aggiornare e integrare i testi senza doverne comperare di nuovi.