Cultura, laicità e fede: don Egidio Viganò

Nella “Lettera ai Salesiani di tutto il mondo” del 19 marzo del 1993, don Viganò intesse un discorso articolato e impegnativo con varie sfaccettature, che hanno come riferimento essenziale il tema, tante volte agitato e complesso, del rapporto tra fede e scuola, e in particolare se e come la scuola può essere “educatrice” per la fede. Evidenziamo solo alcuni aspetti maggiormente significativi di questa ricca disamina.

La scuola appartiene, afferma don Viganò, all’ambito della cultura, partecipa della sua autonomia secondo le esigenze di quella «laicità» che è insita nell’ordine temporale. Questa «laicità» istituzionale è propria di ogni scuola in quanto tale; non è in contrasto con l’ispirazione cristiana che qualifica l’impostazione della scuola cattolica; la fede, infatti, non pone alcuna limitazione o condizionamento alla natura e missione dell’ordine temporale e quindi della scuola, anzi ne purifica e ne stimola le finalità difendendola dai tentativi di manipolazioni ideologiche di vario tipo. In quanto «scuola», essa è proiettata alla promozione umana con la prospettiva di educare la persona per il bene della società civile. Le esigenze della natura e missione culturale della scuola sono oggi molteplici e vanno crescendo in ogni società. È nata così per la scuola una complessità in movimento. Essa si manifesta innanzitutto nell’ordine della docenza in cui l’informazione scientifica richiede sempre ristrutturazione di programmi e discipline, una loro nuova articolazione e corrispondenti novità dei metodi e strumenti didattici.